Attenzione
Vaccini, l’odissea di una sessantenne
Soffre di allergie e da tre mesi chiede al suo medico e all’Asl con quale prodotto può immunizzarsi. «Nessuno mi risponde»
Gianni Parrini
LUcca. Mesi di telefonate, di email e di domande senza risposta, con il rischio di riuscire a prenotare un vaccino che potrebbe rivelarsi inadatto a causa delle sue allergie. Quella che ci viene raccontata da una signora di 66 anni residente a Lucca (che ha chiesto di non rendere noto il suo nome) è una storia paradigmatica delle difficoltà di tanti cittadini a orientarsi in questa campagna vaccinale. La signora, invalida all’80 per cento, soffre di patologie respiratorie e di alcune allergie che in passato le hanno dato problemi con la somministrazione del vaccino contro l’influenza. Visti questi trascorsi da tre mesi sta cercando di informarsi con il suo medico, con l’ospedale e con la Regione per capire quale sia il vaccino più adatto alla sua condizione. «Nonostante le mie patologie – spiega – non rientro tra i soggetti estremamente vulnerabili che vengono vaccinati già da qualche tempo – dice –. In ogni caso in questi mesi ho cercato di sapere qual è il vaccino che dovrei fare ma non sono riuscita ad avere alcun chiarimento». La signora ha tenuto un diario di questa sua odissea: «Il 5 febbraio scrivo al mio medico per avere indicazioni sul vaccino visti i miei problemi. Non ottenendo risposta il 19 febbraio chiamo la segretaria che gira la mia precedente mail sull’indirizzo personale della dottoressa. Il 23 richiamo l’ambulatorio, ma purtroppo c’è una sostituta che non conosce la mia situazione. Il 4 marzo mando nuovamente la mail al medico sottolineando che le persone con allergie devono prima consultarsi con il proprio medico. Il 25 marzo incontro per caso la dottoressa in farmacia e le lascio una busta con le due mail. Dice che mi richiamerà, ma non succede. Passate due settimane, il 9 aprile, mando nuovamente le mail al suo indirizzo privato. Niente: così il 15 e poi il 19 aprile telefono in ambulatorio ma la linea è in tilt per le troppe chiamate. Il 20 aprile riesco a parlare con la dottoressa, ma solo via sms perché da lei non c’è campo. Mi dice di voler segnalare il mio caso a uno specialista dell’ospedale per valutare l’opportunità di una vaccinazione in ambiente protetto e in presenza di un anestesista per un’eventuale emergenza. Mi dice anche che dal San Luca si faranno carico del mio caso e mi richiameranno. Ovviamente non succede. Dopo altri passaggi infruttuosi in ambulatorio, il 5 maggio provo a prenotare il vaccino riservato a chi ha fra 65 e 69 anni ma a Lucca non c’è disponibilità, mentre ci sarebbe posto a Viareggio ma preferisco chiarire prima la mia situazione. Il 7 maggio chiamo l’Urp della Regione: l’operatore mi dà due numeri verdi (800117740 e 800556060) ma uno è inesistente, l’altro non più attivo. Insomma, un’odissea che non ha portato a niente». —
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