La manifestazione
L’Orrido di Botri è pronto a riaprire ma la strada di accesso è dissestata
Il vicesindaco Pacini: «Servono 30mila euro per asfaltarla e sistemare la pendenza. Non li abbiamo»
Emanuela Ambrogi
bagni di lucca. Nonostante l’attenuazione delle restrizioni anti-Covid, non c’è ancora una data certa per la riapertura dell’Orrido di Botri, essenziale attrazione del territorio di Bagni di Lucca insieme al Canyon Park. In ogni caso non sarà prima del 16 giugno.
«I carabinieri del corpo forestale si stanno muovendo per quanto riguarda la loro parte di vigilanza – spiega Davide Bonaventuri, segretaria della Pro Loco – ma sta al nostro Comune darsi da fare per ricostruire la viabilità dissestata. C'è stato di recente un sopralluogo da parte della amministrazione e si spera in un intervento in tempi brevi. Ma siamo già a maggio inoltrato. La zona dell’Orrido è una ricchezza che ci invidiano in tanti, non possiamo perdere questa attrazione».
Il problema, ancora una volta, è la carenza di fondi nel bilancio del Comune, come spiega il vicesindaco Sebastiano Pacini. «L’amministrazione cercherà di fare tutto il possibile per rendere sicura e percorribile la strada che porta a Botri, ho già portato un’impresa sul posto ma è impossibile indicare una data certa per riapertura. Non è nel mio carattere fare annunci di date se non posso poi mantenerle. A oggi non abbiamo la liquidità di bilancio per sistemare il tracciato, occorre una cifra che va dai 25mila ai 30mila euro. Non si tratta di effettuare solo l’asfaltatura o di mettere la ghiaia e portare il materiale coprendo il costo di i almeno due viaggi. C’è la necessità di sistemare la pendenza, è un lavoro molto più complesso». L’area è costeggiata da quattro chilometri di strada, di cui due e mezzo sterrati. Già era in brutte condizioni, ma dopo le nevicate di quest'inverno la situazione è peggiorata. «Non è stato fatto alcun intervento – prosegue Bonaventuri – Occorre una gettata di ghiaia grossa e ci vogliono opere per lo scolo dell'acqua e la pareggiatura della via. Non possiamo stare fermi ad aspettare, il danno è troppo grande. L'anno scorso furono portati due cassoni di ghiaia, ma solo nel mese di agosto».
Bonaventuri ricorda che nella zona si trova oltretutto il ristorante "Il nido dell'aquila", che a causa delle pessime condizioni della strada è in grande difficoltà. «Nel campo grande, fuori da Botri, sulla strada c'è anche un pezzo della palizzata che è danneggiato da anni. Nella passata amministrazione era stato messo a posto circa un chilometro e mezzo».
L'Orrido di Botri è fornito di guide ambientali che possono accompagnare i turisti italiani e stranieri nella riserva naturale, lungo il canyon le cui pareti a strapiombo sul torrentello di fondo arrivano fino a duecento metri di altezza. Vi si può accedere da due strade. Quella che da Montefegatesi arriva a Botri, nel comune di Bagni di Lucca, davvero dissestata. C'è anche una seconda via che passa da Tereglio, ma non è in condizioni molto migliori. Una situazione che scoraggia le migliaia di potenziali visitatori, con rischio che sia penalizzato l'indotto che va avanti grazie al turismo.
Quanto sia apprezzato l’Orrido è confermato dai numeri. Sono 15.000 le persone che ogni estate entrano nel canyon, e 40.000 sono quelle che transitano nelle zone limitrofe, verso Foce a Giovo, Monte Rondinaio, Rifugio Casentini. Numeri importanti, se si considera che questi visitatori possono poi tornare a Bagni di Lucca passando dalla Controneria o da Monti di Villa. —
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