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Rifugio Fontana di Troghi I volontari di Cai e Pegaso ne chiedono la riapertura
bagni di lucca. Non si ferma l’opera di pulitura dei sentieri da parte dei volontari del gruppo Pegaso e del Cai. Iscritti del gruppo di trekking, insieme a volontari del Cai, hanno lavorato per ripulire quattro chilometri della strada che dalla località Foce al Lago porta a Foce di Campolino. È il sentiero 12, lì un tempo c’era una funivia che portava all’Abetone.
Ora Aldo Lanini, anima del gruppo Pegaso, lancia però un appello per la riapertura del rifugio di Fontana a Troghi, chiuso da quasi vent’anni. Muniti di motoseghe e pennato, i volontari intanto hanno lavorato di buona lena per togliere i rami caduti a causa delle copiose nevicate di questo inverno. Lanini, Marco Giannotti, Roberto Ragghianti, Fabio Bertoli, Marco Pieretti e Alessandro Di Blasi, pilastri del Pegaso, sono amanti della montagna e c’è da scommettere che questo è solo il primo dei tanti interventi che saranno fatti nelle prossime settimane per salvaguardare, valorizzare e promuovere il più possibile il patrimonio ambientalistico del territorio. Insieme a loro si impegnano altri volontari, anche del Cai. «Come si è già verificato lo scorso anno nel poco tempo rimasto per uscire dopo il lockdown – spiega Lanini – probabilmente anche questa estate ci sarà il boom del turismo di prossimità. I turisti arriveranno in massa nelle nostre zone montane. Ci auguriamo tutti di non tornare indietro nella salvaguardia dell’ambiente. È un turismo che arriva da Firenze, Livorno, Pisa. Ora abbiamo anche tante guide ambientali e c’è in generale una maggiore consapevolezza del valore della montagna».
Le nevicate di quest’anno hanno fatto danni enormi, precipitazioni così abbondanti non si vedevano da anni. Si parla di tre metri di neve. Le nevicate di decenni fa avevano trovato boschi più curati, non abbandonati al loro destino. «Ogni sezione del Cai ha un suo gruppo di volontari che effettuano questi lavori – prosegue Lanini – e tra noi c’è collaborazione, sia con la sezione di Castelnuovo Garfagnana che con quella di Lucca. Abbiamo trovato rami di vecchi castagni spezzati, acacie incestate, dai 700 metri in su la situazione non è facile. Ma non disperiamo, ci rimbocchiamo le maniche e lavoriamo. A fine lavoro ci siamo ristorati con una grande mangiata».
Il gruppo Pegaso in questi ultimi anni ha effettuato la pulitura, con la installazione di segnaletica, di altri due percorsi importanti: la “Alta via dei pastori” , un anello completo di circa otto chilometri e mezzo che da San Cassiano di Controne arriva al Prato Fiorito, e “il sentiero degli avi” , un percorso che apre a più possibilità perché a tappe: Da Montefegatesi porta al monte Coronato per poi scendere nella zona dei “mulini”. Lanini, esperto camminatore e conoscitore della montagna lancia infine un appello per il rifugio di Fontana a Troghi, chiuso da oltre venti anni. «Sarebbe bello e importante per la zona che questo rifugio potesse riprendere vita. È assurdo sapere che ci sono persone che cercano e trovano lavoro nella gestione di rifugi molto più lontano, quando qui c’è questa grande opportunità».
Nella zona ci sono alcune strutture dove è possibile sostare per godere della ricchezza ambientalistica e di un panorama come pochi: “la Castellaccia di Fiorella” , l’agriturismo Prato Fiorito, il ristorante “Il nido dell’aquila” in località Ponte a Gaio, il ristorante “da Santina” a San Cassiano di Controne. A Montefegatesi c’è poi il circolo del paese, ristrutturato da poco e gestito da giovani. —
E.A.
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