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La manifattura tira il fiato Positivo il primo trimestre

Nonostante i segnali favorevoli rispetto al 2020, il presidente Grossi lancia il monito «Molte aziende hanno bisogno di aiuti. In seria difficoltà calzaturiero e lapideo»

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lucca. L’effetto settore continua a farsi sentire con forza a Lucca, Pistoia e Prato anche nel primo trimestre 2021: come nell’entità della crisi innescata dalla pandemia, così anche nell’andamento della ripresa, le prestazioni della produzione industriale manifatturiera sono nettamente diversificate in funzione dei settori prevalenti.

Per i primi tre mesi dell’anno si può comunque parlare di netti segnali di ripresa: nel complesso del territorio Lucca-Pistoia-Prato la variazione tendenziale è –2 per cento, di gran lunga la migliore dall’inizio della pandemia (–8 nel quarto trimestre 2020, –9,2 nel terzo e –20, 2 nel secondo). Lucca, in particolare, torna ad avere un dato positivo: +1, 9 per cento rispetto al primo trimestre 2020. Ancora moderatamente negativa Pistoia, che segna –2, 4, mentre l’effetto settore moda, abbatte il risultato di Prato che con –7,4 mostra un avvio di ripresa particolarmente difficile. Prato continua quindi a pagare la forte concentrazione sul proprio territorio del settore manifatturiero più colpito dalla crisi pandemica, anche se i segni meno a due cifre (con il culmine del –33, 9 del secondo trimestre 2020, con le chiusure pressoché generalizzate delle attività del tessile-abbigliamento pratese) sono verosimilmente archiviati.

«Per Confindustria Toscana Nord è importante che la ripresa, più o meno spiccata in funzione di settori e territori, sia sostenuta da politiche economiche orientate a un ripensamento strutturale ma che tengano ancora conto della necessità di misure di tutela – commenta il presidente di Confindustria Toscana Nord Giulio Grossi – È un momento delicato: come non bisogna abbassare la guardia nei confronti della malattia e continuare a insistere sui vaccini, anche in azienda, così sarebbe sbagliato pensare che l’economia sia ormai avviata verso una ripresa per così dire automatica. Molte imprese stanno ancora soffrendo e sono esposte a gravi rischi, da vedersi richiedere troppo precocemente il rientro dai fidi ottenuti fino a trovarsi impigliate negli automatismi della nuova disciplina della crisi di impresa, per la cui entrata in vigore ribadiamo la necessità di un posticipo. È importante che il Decreto sostegni bis tenga conto di questo, oltre a confermare il superbonus per l’edilizia e a prevedere una riformulazione dei meccanismi di ristoro, che escludono troppe imprese».

«I risultati della produzione industriale a Lucca nel primo trimestre 2021 sono confortanti – rileva Grossi –. Il ritorno al segno più, oltretutto per l’entità non simbolica di quasi due punti percentuali (+1,9). Questo non significa che anche a Lucca non esistano punti critici, come quelli rappresentati dalla moda e dal lapideo (rispettivamente –13 per cento e –9, 6 rispetto al primo trimestre 2020): per questi settori vale in maniera particolare quanto la nostra associazione chiede in termini di sostegno e tutela; nell’ambito della moda da segnalare il caso del calzaturiero che segna –21, 4. Ancora negativa, ma limitatamente a –2, 1, anche la carta e cartotecnica, mentre tutti gli altri settori sono positivi: +8, 9 la metallurgia; +7, 9 la produzione di macchine, incluse quelle per la fabbricazione della carta; +4, 5 per cento l’alimentare; +2, 5 la chimica-plastica, settore che chiede con forza l’azzeramento di una plastic tax che in questo momento sarebbe davvero incongrua e ingiustificata». —

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