Sicurezza
La cartolina spedita da Borgo a Mozzano e diretta in Francia ricompare dopo 82 anni
Acquistata in un mercatino antiquario a Bologna, era stata scritta ad amici marsigliesi dai genitori di Guastucci
Luca Meconi
Borgo a Mozzano. Una cartolina spedita da Borgo a Mozzano nel 1939 e diretta a Marsiglia torna a casa dopo più di ottanta anni. La scoperta è stata fatta da un appassionato collezionista di cose antiche sui banchi di un mercatino antiquario a Bologna che ha subito rintracciato i discendenti di coloro che scrissero questa cartolina diretta in Francia l’anno prima dell’entrata in guerra dell’Italia. Ecco la storia raccontata da Roberto Guastucci, il figlio dei protagonisti di questa vicenda.
«Negli ultimi anni dell’Ottocento – afferma Guastucci – Vitalina Silvestri di Borgo a Mozzano aveva sposato il mio prozio Giovacchino Guastucci. Dopo qualche tempo dalla nascita del primo figlio, Vitalina era emigrata a Marsiglia per fare la balia “da latte” nella casa di un ricco signore di origine italiana di nome Gino Giugni. Allattò fin che fu necessario la bambina, e poi tornò in patria. Ma quando i signori Giugni ebbero la seconda figlia, Vitalina tornò a Marsiglia ad allattare anche quella. Quando le bambine erano già due signorine, spesso venivano in Italia insieme ai genitori per vedere la loro non dimenticata madre di latte. Si intrattenevano alla Socciglia di Borgo a Mozzano e fu così che fecero amicizia anche con i miei genitori, dal momento che Giovacchino e Vitalina erano anche vicini di casa».
«Mia madre – prosegue Guasticci – fece amicizia con la mamma delle due ragazzine che, ricordo, si chiamavano Jeannine e Renée. Da allora, tra la famiglia Giugni e i miei genitori intercorsero frequenti e cordiali scambi epistolari. Ecco che qualche tempo fa un mio vecchio amico di Lucca mi chiamò per chiedermi come avevano nome i miei genitori, peraltro già deceduti da diversi anni. Per la verità la richiesta mi apparve piuttosto bizzarra; ma quando poi il mio amico ebbe la risposta, mi espresse la sua viva soddisfazione; e la ragione è presto detta. Essendo egli un appassionato ricercatore di cimeli cartacei come cartoline, francobolli, vecchi giornali e documenti di un qualche interesse storico, è solito frequentare mercatini antiquari qua e là per l’Italia. Un giorno, a Bologna, fermatosi al banco di un venditore e scartabellando un pacco di vecchie cartoline, ebbe la fortuna di vederne una con il panorama di Borgo a Mozzano visto da Bastorovescio. Dal momento che lui è di Lucca la volle acquistare tanto gli era sembrato curioso trovare a Bologna una cartolina con la veduta di una località a lui familiare. Ma le sorprese non erano finite, perché quando constatò che i mittenti si chiamavano Guastucci, e sapendo che io porto quel cognome, il mio amico ebbe un presentimento e volle approfondire. Gli dissi che mio padre si chiamava Nello e mia madre Marina, e per l’amico lucchese fu la conferma che la cartolina era stata spedita proprio ai miei genitori qualcosa come 80 anni prima».
Il testo della cartolina così recita: “Grazie. Sempre, con affetto, vi ricordiamo. Saluti da noi e baci dai bimbi. Nello e Marina Guastucci”. I bimbi erano Roberto e il fratello Luigi, mancato a 66 anni nel 1997. E l’indirizzo? M. me Giugni rue de gendarmerie Ecole de filles Mazarques Marseille France. Erano proprio loro.
Nel 2013 Roberto Guastucci ha pubblicato un volume dedicato alle sue due nipotine Rebecca e Caterina dal titolo: “Quando nonno era un bambino” nel quale, come immagine di copertina, ha scelto una foto di gruppo scattata nel 1939 alla Socciglia davanti alla propria abitazione e a quella degli zii. Nella foto oltre a lui, ci sono i suoi genitori, il fratello più grande di lui di quattro anni, le loro cugine e le due ragazze francesi Jeannine e Renée. E in un racconto pubblicato all’interno, dal titolo “Il zi’ Giovacchino” parla della “zi’ Vitalina” e del periodo passato in Francia. –
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