Attenzione
Vizio di mente per la donna che ferì il fratello
Lo stabilisce una perizia psichiatrica in attesa del pronunciamento del giudice per l’accoltellamento a Sorbano del Giudice
Luca Tronchetti
LUCCA. Con un coltello da cucina per tagliare la carne lungo 25 centimetri accoltellò il fratello di tre anni più grande di lei procurandogli una doppia lesione allo stomaco e inguinale tanto da ridurlo in fin di vita a causa di una copiosa emorragia.
Il grave episodio si verificò poco prima di mezzogiorno del 28 luglio del 2019 all’interno di un’abitazione a Sorbano del Giudice. E quando intervennero i carabinieri – avvertiti dall’anziana madre dei due fratelli – trovarono l’accoltellatrice nel giardino di casa abbandonata su una sedia a dondolo con lo sguardo perso nel vuoto. Interrogata sui motivi dell’insano gesto la donna – che oggi ha 52 anni ed evitiamo di mettere il nome per i suoi problemi di natura psichica – aveva pronunciato frasi sconnesse sostenendo di aver dovuto colpire il fratello perché una voce da dentro l’invitava a farlo. La donna, che già presentava disturbi della personalità, venne dapprima rinchiusa nel carcere di Sollicciano (il penitenziario di San Giorgio è sprovvisto di una sezione femminile) e poi in una comunità contenitiva ad Aulla. A distanza di quasi due anni dal tentato omicidio si è tenuta di fronte al gup Antonia Aracri l’udienza preliminare che ha esaminato la perizia psichiatrica, effettuata in incidente probatorio, dal professionista incaricato che ha esaminato la donna ricoverata in una struttura protetta. Dalla perizia è emersa l’incapacità di intendere e di volere della cinquantaduenne ritenuta socialmente pericolosa dallo psichiatra. Al termine dell’udienza camerale il giudice ha fissato per il 10 maggio l’udienza conclusiva che porterà a una decisione. Stante gli elementi raccolti sinora è più che probabile un pronunciamento di proscioglimento dell’imputata perché non in grado di affrontare il giudizio. A ogni modo resta il problema, di non facile soluzione, legato alla misura di sicurezza adatta per la donna. Un provvedimento previsto dal sistema penale per finalità terapeutiche, rieducative e risocializzanti delle persone ritenute socialmente pericolose. Al momento la donna resterà alla comunità di Aulla, ma si tratta comunque di una soluzione tampone e non sarà semplice sistemarla in un luogo adeguato vista l’assenza in Italia, in seguito alla legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi, di case di cura adatte ad accogliere persone afflitte da gravi disturbi di natura psichiatrica.
Fortunatamente in questa triste e dolorosa storia il fratello, all’epoca operaio, accoltellato e a lungo ricoverato in prognosi riservata adesso sta decisamente meglio e conduce la sua vita senza bisogno di dipendere dagli altri. Dopo l’accoltellamento e la copiosa perdita di sangue venne operato all’ospedale San Luca. L’intervento chirurgico riuscì perfettamente e con il tempo le ferite si sono rimarginate. Un gesto, quello compiuto dalla donna arrestata, maturato in un contesto sociale disagiato tanto che l’ex operaio era già stato accoltellato trent’anni prima da un altro fratello pure lui all’epoca ricoverato per motivi di salute. —
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