Gioco
«Al cinema Mignon i film dei registi più importanti quando c’era mio padre»
pescaglia. «Fino agli anni ’70 il Mignon di Lucca era un cinema, e un signor cinema».
La vis non è polemica, ma la voglia di mettere i puntini sulle “i” c’è, eccome. Il padre della signora Maria Rosa Bonino, di Fondagno (Pescaglia), ha gestito uno dei maggiori cinema lucchesi sino alla fine degli anni ’70, e Maria Rosa ci tiene a ribadire che il Mignon non può essere ricordato solo come sala a luci rosse.
Maria Rosa prende spunto da un reportage del Tirreno della scorsa settimana quando, seguendo una visita guidata di Dadatour, abbiamo ripercorso le strade e i luoghi della Lucca a luci rosse, a partire dall’VIII secolo in poi.
La comitiva ha fatto sosta in piazza dell’Arancio, dove si trova il fondo che ha ospitato il Mignon.
Maria Rosa Bonino precisa che «fino agli anni ’70 il Mignor era un signor cinema, che dava prime visioni assolute di film come “La strada”, “Le notti di Cabiria”, “La noia” e molti altri film premiati allora».
Il padre di Maria Rosa, Gaetano Bonino, era «il direttore, nonché socio di questo cinema. E so quanto lottava per avere le prime visioni. E ci riusciva!».
Da appassionato della settima arte, Gaetano Bonino si metteva alla ricerca delle pellicole in uscita dei maggiori registi del momento. E di grandi registi, gli anni’60-’70, ne ha avuti il panorama cinematografico italiano: da Pasolini a Fellini, da De Sica a Monicelli, da Pietro Germi a Dino Risi. Un campionario di artisti con la A maiuscola che hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura italiana.
Senza voler sminuire quello che è diventato poi il Mignon (ma forse un po’ sì?) Maria Rosa Bonino rivendica quello che ha fatto il padre Gaetano: «Quando è andato in pensione – afferma – chi rimase cambiò tutto, in peggio! Questo, per chiarire, che il Mignon fino a tutto il ’70 non era un cinema a luci rosse ma un cinema d’essai e ben frequentato! Voglio restituire a mio padre Gaetano - conclude la donna - l’onore che merita». —
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