Sicurezza
Lavori per la frana a Mulin di Burica il sindaco dice sì
bagni di lucca. Svolta nell’odissea della famiglia che da quasi un anno e mezzo deve raggiungere a piedi, lungo un sentiero pericoloso e al buio, la propria abitazione a Mulin di Burica, rimasta isolata per una frana che ha mangiato tutto il terrapieno sotto la carreggiata tanto che dai buchi apertisi nell’asfalto si può vedere lo strapiombo.
Dopo sopralluoghi di esponenti politici locali e regionali e verifiche degli amministratori comunali e dei tecnici, a tagliare la testa al toro è la decisione del sindaco, Paolo Michelini, di avocare a sé la questione. «Con i contributi che abbiamo chiesto alla Regione per varie opere o, se non saranno sufficienti, con un impegno di spesa sul bilancio comunale – assicura il sindaco – il tratto di strada franato sarà ripristinato e messo in sicurezza. Non sono ancora in grado di quantificare i tempi dell’intervento, ma prima della brutta stagione il problema sarà risolto».
Parole che, dopo tanti disagi e preoccupazioni, hanno riportato speranza nella famiglia isolata. Santina Rastelli, stanca di tante visite e promesse di aiuto finite nel nulla, è andata in Comune e finalmente ha ottenuto che per il sindaco la questione sia ora una priorità. «Intanto mi auguro che con urgenza venga messa almeno qualche luce. In famiglia ci sono persone che lavorano e tornano a tarda sera. Per loro il rischio è doppio».
La collina è a ridosso della strada franata è composta da materiale friabile, che renderebbe inutili interventi di consolidamento. Lo smottamento era stato segnalato al servizio Protezione civile della Regione. Il Comune nel 2019 aveva approvato un progetto e lo aveva inoltrato alla Regione; il 29 dicembre 2020 era stata fatta una nuova domanda. La Regione finora ha fatto orecchie da mercante, ma qualcosa si è mosso per i solleciti arrivati dal Comune e da consiglieri di opposizione. Michelini confida che arrivino fondi per la strada da ricostruire e altre opere, ma ora ha un piano B per intervenire in ogni caso. —
Emanuela Ambrogi
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