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Lucca

la situazione al san giorgio 

«Carcere, occorre aumentare il numero di agenti ed educatori»

L.T.
«Carcere, occorre aumentare il numero di agenti ed educatori»

L’Osservatorio delle Camere Penali sottolinea i problemi del penitenziario  con 104 detenuti e una vecchia struttura con zone chiuse e inutilizzate

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LUCCA. La casa circondariale di San Giorgio, l’antico convento adibito a luogo di detenzione dal 1806, lamenta numerose criticità e, com’è normale che sia per un penitenziario che ha compiuto 215 anni, avrebbe bisogno di un restyling per consentire di riaprire in sicurezza locali costruiti oltre due secoli fa e oggi non più idonei a garantire gli stringenti requisiti richiesti in materia di salute e sicurezza oltre alla carenza di fondi ministeriali che potrebbero riqualificare le aree interessate. E assieme alle problematiche di natura strutturale ormai da tempo immemore si rileva una carenza d’organico della polizia penitenziaria che crea difficoltà gestionali. È quanto emerge dalla relazione dell’Osservatorio del carcere effettuato dai legali incaricati dalle Camere Penali che hanno visitato la casa circondariale il 12 marzo scorso.

I numeri. La popolazione carceraria è, ad oggi, composta da 104 detenuti mentre gli agenti di polizia penitenziaria sono 85. C’è poi un’area educativa con due addetti che provvedono ad un colloquio d’ingresso con i detenuti che sono visti almeno una volta ogni tre giorni a rotazione.

Gli sforzi della direttrice. L’Osservatorio evidenzia una positiva attitudine dell’amministrazione – e in particolare della direttrice del carcere Santina Savoca – al recupero dei locali adibiti anche ad aree comuni per i detenuti.

Le otto sezioni. La prima sezione è inidonea all’uso carcerario anche se sono presenti i minimi standard di sicurezza. La sezione ha subito gravi danni (incendiata la barberia, distrutti frigo comune e telecamere) da parte di un detenuto poi trasferito. Il problema maggiore è il sovraffollamento: in molte celle c’è la terza branda e il numero degli ospiti è salito a 49. Manca l’acqua calda nelle docce e alcune non sono funzionanti. Male anche la vigilanza con spesso un solo agente preposto al controllo di due sezioni poste su due piani differenti. La seconda sezione è speculare alla prima come condizioni generali e come sovraffollamento. La terza si compone di due sottosezioni: una più ampia e l’altra con appena quattro celle. È destinata a più funzioni: “bolla Covid”, isolamento per i detenuti con reati più gravi o quelli a cui è stata comminata una punizione. La struttura necessita di un completo rifacimento.

Le attività ricreative. La sezione ottava, destinata alle attività ricreative, è dotata di ambienti curati, confortevoli, rispettosi dei criteri di sicurezza e salute tanto che non sembra di essere all’interno del San Giorgio. Ci sono due biblioteche attrezzate, una sala lettura e sono state previste ed attrezzate una sala tv, una con calcio balilla, una sala psicologica e una per la somministrazione del metadone. Tre stanze sono state destinate ad uso palestra e sono stati predisposti servizi igienici per i detenuti e per il personale medico. Al piano superiore ci sono ampi locali che dovevano essere adibiti a refettorio. L’intenzione della direzione è quella di convincere i detenuti a recarsi nell’ottava sezione per prendere parte alle iniziative e trascorrere meno tempo in cella. I locali, che saranno inaugurati il 3 maggio, rischiano di rimanere inutilizzati per carenza di personale sia di vigilanza sia dell’area educativa. Sarebbero necessari 15 agenti da suddividere in due piani. La direzione aprirà alternativamente i due piani e saranno avviati un corso di cucina e di digitalizzazione. —

L.T.

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