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primo maggio 

Bani (Cisl):«Servono attenzione e sostegno al mondo delle cartiere»

Bani (Cisl):«Servono attenzione e sostegno al mondo delle cartiere»

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PORCARI. Oggi si celebra il lavoro, ma è una festa dal sapore amaro, alla luce della pandemia e delle sue conseguenze sul fronte occupazione. Insomma, è difficile far festa, e non solo per le limitazioni dovute al Covid.

«Sarà un Primo Maggio senza piazza, senza corsi, senza stare insieme – sottolinea Massimo Bani, segretario generale Cisl Toscana Nord – per un sindacato è una delle questioni più dolorose perché stiamo parlando della festa dei lavoratori. Abbiamo comunque voluto dare un segnale: in provincia sabato faremo un presidio a numeri ridotti davanti all’ospedale San Luca e altre iniziative in provincia. In più come, Cisl Toscana Nord, abbiamo fatto un video in cui appariranno con un breve ma significativo messaggio i referenti delle categorie delle tre province, Lucca Massa e Pistoia, che metteremo sui social. Questo per ricordare a tutti i nostri associati, pensionati e lavoratori, che come Cisl siamo vicini e continuiamo a lavorare su questioni determinanti, sperando che il prossimo anno la pandemia sarà finita e ci potremo riabbracciare tutti nelle piazze».

Ma i nodi, purtroppo, ci sono, a partire, sottolinea Bani, dalla campagna vaccinale che va a rilento alle tante categorie professionali lasciate fuori nonostante siano esposte a rischio contagi. Ma è soprattutto la prossima scadenza del blocco dei licenziamenti a preoccupare: «Pensare che a giugno si possa riaprire ai licenziamenti senza aver messo mano al mercato del lavoro, né alle politiche attive e agli ammortizzatori sociali significa aprire le porta al disastro. Aggiungi il fatto che il primo gennaio 2022 anche quota 100 verrà tolta: così ci si espone al rischio di una vera macelleria sociale. La persona di 61 anni che oggi perde il lavoro come la ricollochi?».

Anche perché i dati relativi al tasso di disoccupazione sono già alti: Lucca si attesta sul 7,1% per cento, contro una media Toscana del 6,6. «Sono dati in parte drogati dal lavoro precario che è aumentato nell’ultimo periodo – chiude Bani – e temo che la tendenza resterà questa, molto influenzata dalle sofferenze nel turismo e commercio dove, finita la cassa integrazione molte attività rischiano di chiudere. La ripartenza potrebbe avvenire da aree diverse, con il lavoro che si modifica, e l’assist è quello della digitalizzazione e della formazione. Nel caso di Lucca serve attenzione e sostegno al settore delle cartiere: quindi infrastrutture, energie, soluzioni per lo smaltimento del pulper». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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