Il dolore
Truffato un dipendente dell’ambasciata russa
LUCCA. Dipendente dell’ambasciata russa a Roma finisce nella rete del web per l’acquisto di un’Audi A3 al prezzo “stracciato” di duemila euro. Lui riempie due vaglia per l’importo complessivo indicato e le intesta al beneficiario che s’intasca il denaro, ma non ci pensa nemmeno a spedire attraverso un autotrasportatore la vettura. E così al malcapitato non resta che presentare denuncia ai carabinieri. L’impiegato russo, 36 anni, il 7 giugno 2020 navigando sul sito “subito.it” si accorge di un’inserzione conveniente. Una berlina tedesca con targa italiana messa in vendita da una cittadina francese in pensione. La contatta tramite mail e lei fornisce il numero di un camionista incaricato del trasporto dalla Francia all’Italia dell’Audi A3 posta in vendita. Il prezzo di vendita, duemila euro, comprensivo di spese di spedizione, dev’essere effettuato tramite due vaglia postali del valore di 999mila euro e intestati a un beneficiario quarantenne che risiede in Lucchesia. Una volta effettuato il pagamento, tre giorni dopo il dipendente dell’ambasciata riceve una telefonata dall’autotrasportatore. Lamenta problemi alla dogana portuale a causa dell’assicurazione non pagata del veicolo che aveva portato alla sua confisca. Servono 490 euro pagabili attraverso ricarica postepay per attivare l’assicurazione e liberare la vettura. L’impiegato russo decide prima di contattare tramite mail la cittadina francese per chiederle spiegazioni. Sentendosi vittima di un raggiro il dipendente dell’ambasciata rivuole indietro i duemila euro versati. Ma a quel punto la venditrice, che i carabinieri scoprono essere uno slavo di 26 anni residente a Brescia, non si fa trovare. Ora il fascicolo è sul tavolo della procura che ha indagato per truffa due persone. —
L.T.
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