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ALTOPASCIO 

Il sindaco e gli assessori dal gup per la vicenda del Fontanello

Il sindaco e gli assessori dal gup per la vicenda del Fontanello

La magistratura aveva sequestrato l’erogatore di acqua pubblica quasi tre anni fa evitando il provvedimento di demolizione per verificare l’ipotesi di abuso edilizio

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ALTOPASCIO. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini arriva la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della sindaca di Altopascio, Sara D’Ambrosio, e della giunta comunale sul caso del Fontanello.

A quasi tre anni dal sequestro probatorio della fontana che eroga acqua pubblica per conto della società Acque spa collocata in piazza Vittorio Emanuele a duecento metri dal palazzo della Dogana sarà adesso il giudice dell’udienza preliminare a decidere il 12 novembre se gli indagati, tutti o in parte, dovranno presentarsi di fronte al giudice monocratico per rispondere del reato di abuso edilizio. Il punto della controversia è legato all’ordinanza di demolizione con ipotesi di spostamento a Spianate. E al controllo eseguito – prima del provvedimento della giunta – dalla polizia municipale e il giorno successivo dal sequestro probatorio del fontanello effettuato dalla polizia di stato e dalla capitaneria di porto della sottosezione di pg su imput del sostituto procuratore Salvatore Giannino. La domanda che si pongono gli inquirenti è legata al motivo del provvedimento di demolizione da parte della giunta a fronte di una regolarità nelle procedure. È bene esser chiari. Il reato di abuso edilizio prevede con assenza del permesso di costruire la pena prevede l’arresto fino a due anni e ammenda che va dai 5.164 ai 51.645 euro. Il reato però si prescrive in un massimo di quattro anni. E ne sono già trascorsi quasi tre.

Accusati di aver autorizzato, in contrasto con le norme vigenti, il Fontanello pubblico sono la sindaca Sara D’Ambrosio, l’allora assessore ai lavori pubblici Daniel Toci, l’ex assessore all’urbanistica Andrea Pellegrini, l’assessore al bilancio, Alessandro Remaschi, l’assessore al sociale Ilaria Sorini e l’assessore alla cultura Martina Cagliari. Con gli amministratori sono accusati dello stesso reato anche Giovanni Simonetti, ingegnere di Acque Spa ed ex responsabile del settore progetti e costruzioni, Roberto Cecchini, direttore dei lavori del fontanello e Piero Eugenio Fioretti, legale rappresentante della ditta sub appaltatrice (Pef).

Sulla richiesta di rinvio a giudizio interviene la sindaca: «Spero finalmente, dopo tre anni e mezzo di chiacchiericcio, che venga fatta piena luce sulla posizione mia e su quella degli altri membri della giunta accusati di aver commesso un presunto abuso edilizio in merito alla realizzazione del fontanello. Noi abbiamo approvato un atto in giunta per realizzare un fontanello che avrebbe dovuto erogare acqua buona e gratuita. Se ci sono state irregolarità nella esecuzione dei lavori, saranno accertate dalla magistratura, ma non riguardano questa giunta». —

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