Il Tirreno

Lucca

delitto di orentano 

Nella sua villetta pareti imbrattate dal sangue di Khrystyna

Pietro Barghigiani

29 aprile 2021
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ALTOPASCIO. Le hanno trovate sulle pareti e sulla porta dell’entrata posteriore della villetta. Non sono tracce minime riscontrabili solo con la lente di ingrandimento. Il luminol ha svelato una quantità di macchie di sangue che saranno state anche lavate, ma non cancellate. E su quei muri la soluzione chimica degli investigatori ha fatto affiorare un mosaico dell’orrore che conferma che quella è stata la scena del delitto di Orentano in cui ha perso la vita Khrystyna Novak, la 29enne ucraina che per la Procura è stata uccisa la sera del primo novembre da Francesco Lupino, 49enne tatuatore di origine fiorentina, per anni residente ad Altopascio. È il delitto di Corte Nardi. Un mistero iniziato il 9 novembre, giorno della denuncia di scomparsa e risolto, secondo l’accusa, il 23 marzo con l’arresto del vicino di casa.

I poliziotti della scientifica e della squadra mobile, diretta dal vice questore aggiunto Fabrizio Valerio Nocita, hanno comparato le tracce ematiche prelevate dalle pareti e dalla porta con un indumento intimo della giovane trovato in bagno nel cesto dei panni usati. Il risultato è stato quello della sovrapposizione perfetta dei due profili genetici: il sangue è di Khrystyna.

Sul pavimento gli inquirenti hanno notato pure un alone chiaro circondato da chiazze di sangue. La coincidenza segnalata dal proprietario della villetta circa la sparizione del tappetino verrebbe spiegata con la rimozione dell’oggetto perché l’autore o gli autori dell’omicidio non sarebbero stati in grado di ripulirlo. Troppo impregnato di sangue per lasciarlo al suo posto. La vastità delle tracce ematiche sulle pareti non solo conferma che lì è stata eliminata la giovane fidanzata di Airam Gonzalez Negrin, lo spagnolo prima in affari illeciti con Lupino e poi “vittima” con la soffiata del 49enne alla polizia su armi e droga nascoste dal suo padrone di casa che il 31 ottobre gli costarono un arresto.

Per l’evidenza del sangue lasciato sul luogo e rimosso malamente, i colpi di pistola sparati contro la 29enne potrebbero essere stati diversi. Finora nessuno tra i vicini ha raccontato agli inquirenti di aver sentito rumori la sera del primo novembre, ipotizzata dalla Procura come il momento dell’omicidio. Un altro aspetto è ancora in fase di accertamento. Per pulire l’ambiente macchiato del sangue della vittima Lupino potrebbe non essere stato solo. Un aiuto esterno al contesto di Corte Nardi è un’ipotesi che resta centrale nelle indagini sempre aperte e coordinate dal sostituto procuratore Egidio Celano.

Il tatuatore, trasferito nel carcere di Prato, respinge l’accusa di essere l’assassino di Khrystyna giurando di essere estraneo ai fatti. —

Pietro Barghigiani
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