La manifestazione
Lucca: Sos infermieri, ne mancano sessanta
Cgil, Cisl e Uil chiedono rinforzi all’Asl: con la terza ondata, rafforzati i reparti Covid, in tanti non hanno più giorni di riposo
LUCCA. La terza ondata pandemica ha infranto un fragile equilibrio. Se nel corso del 2020 l’Asl Toscana nord ovest ha rinforzato il San Luca e i due ospedali di Barga e Castelnuovo con 120 persone, il surplus di lavoro in Pronto soccorso, rianimazione, sub intensiva di febbraio, marzo e aprile 2021 sta costringendo gli operatori sanitari a turni massacranti. In prima linea, e i più in difficoltà, sono gli infermieri.
«La rinuncia al giorno di lavoro è diventata prassi», dicono Cgil, Cisl e Uil, che intervengono con un comunicato congiunto per chiedere ad Asl e Regione un ulteriore sforzo in termini di assunzioni. L’equazione è semplice e potenzialmente pericolosa: troppa stanchezza e poca lucidità possono aumentare il rischio di errori, e in gioco c’è la salute dei pazienti.
«Mancano tra i 40 e i 50 infermieri al San Luca e 20 infermieri nei due ospedali di Barga e Castelnuovo», afferma Pietro Casciani, segretario provinciale della Uil Fpl di Lucca. «Con l’emergenza sanitaria è saltata qualsiasi programmazione. L’Azienda ha assunto, ma la situazione a Lucca è tragica».
Le segreterie provinciali delle Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil fanno i conti in tasca alla direzione aziendale: «Nel 2020 e 2021 sono state assunte circa 120 persone, e questo è certamente positivo. Ma poi arrivano le note dolenti: nello stesso periodo sono andati in pensione 38 infermieri, altri 25 sono assenti per gravidanze e lunghe malattie, unità che non sono state sostituite. Altri tre infermieri a tempo determinato che si trovavano a Lucca sono stati assunti a tempo indeterminato a Pisa.
Con questo attuale saldo in positivo di una cinquantina di unità l’Azienda sanitaria ha però aumentato turni e servizi. In rianimazione ci sono circa sei infermieri in più, in terapia sub intensiva oltre 20 persone in più. Ancora in day surgery circa 15 in più. Senza considerare l’aumento del personale al pronto soccorso nei setting A, B e C oltre alle cure intermedie a Campo di Marte».
I dati per le segreterie dei sindacati dimostrano la grave carenza di personale: «Aggiungiamo poi che sono stati disposti due turni aggiuntivi nel setting B che vengono coperti con le ore supplementari fatte da altri infermieri che sacrificano così il loro giorno di riposo. È ormai una pratica all’ordine del giorno la rinuncia al riposo. Sommiamoci pure le vaccinazioni per le quali l’azienda sanitaria ha sollecitato l’adesione del personale siamo sull’orlo del precipizio, considerata pure l’emergenza Covid che ha saturato il San Luca dove ci sono stati anche oltre 120 pazienti contemporaneamente. Non va meglio in valle del Serchio. Anche qui le risorse infermieristiche si stanno riducendo in maniera consistente, tra mobilità, gravidanze, aspettative, malattie lunghe e un licenziamento volontario si parla di oltre 20 unità in meno, e in una dimensione ridotta pesano tantissimo. Pure qua la situazione sta precipitando, senza considerare che nei prossimi mesi se ne andranno altri quattro o cinque infermieri.
Per questo chiediamo all’Usl Toscana nord ovest di integrare il personale in modo da coprire le mancanze e diminuire i livelli di stress sul personale che è allo stremo, dopo una terza ondata pandemica». —
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