Il dolore
«Avevamo ragione noi e adesso la sindaca ci dovrebbe delle scuse»
ALTOPASCIO. Sulla vicenda della causa Basile interviene anche l’ex sindaco (e candidato alla stessa carica alle prossime amministrative) Maurizio Marchetti, per rivendicare la bontà dell’azione della sua amministrazione all’epoca (nel 1995) del diniego alla richiesta di installazione di un impianto di bitume.
La sentenza del Consiglio di Stato, viene sottolineato da Marchetti, riconosce la legittimità e la correttezza dell’operato della giunta dell’epoca e scongiurata ogni altra possibile azione successiva. Da qui la replica all’attuale sindaca Sara D’Ambrosio, che sulla vicenda aveva attaccato le passate amministrazioni (fra l’altro nel giorno della presentazione della candidatura di Marchetti
«Come ebbi modo di sottolineare a caldo, l’uscita della D’Ambrosio era tanto strumentale quanto sgradevole e mirava a oscurare, senza peraltro esserci minimamente riuscita, l’entusiasmo legato alla mia candidatura – dice Maurizio Marchetti – occultando una parte della realtà, ci accusava di avere creato un ingente danno per il comune e che avrebbe agito di conseguenza. Tralasciando la minaccia nemmeno tanto velata, che si commenta da sola, resta l’amarezza per un’operazione di basso profilo, che non rendeva giustizia alla nostra battaglia per la salute dei cittadini di Spianate e non solo. Noi avevamo evitato l’insediamento di una struttura altamente inquinante, pensando alla salute dei cittadini e ingaggiando uno scontro che ora, a 25 anni dal suo inizio, vede scritta la parola fine. Intanto, per 25 anni, gli spianatini e in generale gli abitanti d di Altopascio e delle aree limitrofe hanno evitato di respirare l’aria avvelenata che secondo la letteratura medica emana un impianto di tale natura. Probabilmente per D’Ambrosio, Toci e compagnia si tratta di un problema trascurabile, come hanno dimostrato permettendo l’insediamento della It Risorse nel centro del paese, azienda che sul suo sito dichiara di trattare rifiuti pericolosi, ma per noi la salute dei cittadini viene prima di tutto, come documenta la nostra storia e la sentenza. D’Ambrosio quindi deve almeno delle scuse a noi e ai cittadini di Spianate, ma temo che non lo farà». —
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