La protesta
Per lo spaccio di hashish condannato il giovane sorpreso vicino alla fontana
Due anni di reclusione per il trentottenne che ottiene uno sconto di pena per la scelta del rito abbreviato Agiva nel Capannorese
GRAGNANO. Per un lungo periodo di tempo avrebbe portato avanti un’attività di spaccio al dettaglio soprattutto nella zona nord del Capannorese. Proprio per la cessione di hashish ad una serie di assuntori abituali di sostanza stupefacente Abdelfatah Debdoubi, 38 anni, residente in via Pesciatina, ma di fatto senza fissa dimora, è stato condannato a due anni di reclusione dal giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci alla presenza del pm Enrico Corucci usufruendo di un rito alternativo.
Il giovane venne sorpreso il 21 agosto 2020 all’interno del boschetto, dove ormai la vegetazione impedisce la visuale, a poche decine di metri dalla fontana dei Finetti, dopo quotidianamente decine e decine di persone vanno a prendere l’acqua armati di taniche e bottiglie.
Un’area decisamente impervia dove i carabinieri avevano registrato un sospetto via vai di persone.
Il primo intervento dei militari era stato di osservazione del territorio e dei movimenti di alcuni individui – migranti e italiani – alcuni dei quali trovati in possesso di modiche quantità di hashish e segnalati alla Prefettura come assuntori.
Quel pomeriggio invece i carabinieri entrarono in azione all’interno del bosco e sorpresero Debdoubi in flagranza di reato mentre cedeva ad una giovane coppia una ventina di grammi di hashish. L’immigrato, alla vista dei militari, cercò di fuggire attraverso la vegetazione. Ma il suo tentativo non ebbe successo. E alla fine venne bloccato dagli uomini della Benemerita che nel corso dell’intervento recuperarono complessivamente 35 grammi di hashish suddivisi in sette stecche.
Nei confronti di Debdoubi scattò l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Trattenuto in camera di sicurezza nella caserma della Compagnia di Cortile degli Svizzeri venne condotto davanti al giudice Nidia Genovese per l’udienza di convalida e una volta convalidato e ottenuti i termini a difesa il giovane venne scarcerato e sottoposto a obbligo di dimora.
Su di lui i carabinieri della Compagnia e del reparto radiomobile effettuarono ulteriori accertamenti ed emersero altre contestazioni legate a ulteriori cessioni di hashish in zone periferiche, sempre all’intero del comune di Capannori, e in particolare nelle frazioni di Gragnano, Zone e Lammari.
Abdelfatah Debdoubi, colpito da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip per il reato di spaccio, per evitare il carcere acconsentì spontaneamente all’applicazione del braccialetto elettronico. Dopo quasi un anno dal primo arresto nei suoi confronti è arrivata la sentenza di primo grado. —
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