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ritorno in zona gialla 

Non tutti riaprono e tra i clienti circola un po’ d’incertezza «Dove bevo il caffè?»

Luca Dini
Non tutti riaprono e tra i clienti circola un po’ d’incertezza «Dove bevo il caffè?»

I tre bar di piazza Umberto: per ora pochi clienti in più Pineschi (“Al teatro”): brutto tempo, aspetto il weekend

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Luca Dini

CASTELNUOVO. Non c’è pace per ristoratori e baristi. Il primo giorno di zona gialla è trascorso all’insegna di un incertezza meteo che sembra accompagnerà tutta questa prima settimana di riaperture.

Restano ancora tanti punti oscuri nell’ultimo decreto con chiarimenti attesi oggi dal Governo e che interesseranno soprattutto il settore bar per quanto riguarda consumazione al bancone e possibilità di lavorare anche oltre le ore 18 con i tavoli in esterno. Piazza Umberto a Castelnuovo accoglie nuovamente i tavoli dei tre bar che si affacciano ai piedi della Rocca Ariostesca. «La riapertura di stamani è andata assai bene nonostante il tempo un po’ incerto – dice Matteo Lunardi, socio de “La bottega del gelato” – c’è tanta voglia di tornare a bere caffè e cappuccino nelle tazze vere. Ma anche tanta confusione, i clienti si chiedevano quale comportamento dovevano tenere. La protesta maggiore riguarda sicuramente l’impossibilità di consumare un caffè veloce al bancone. Serve chiarezza nelle regole, non si può andare avanti con le interpretazioni».

In piazza della Repubblica, il Bar Aurora conosciuto come “dal Nando” ha riaperto con orari dalle 5,30 alle 22. «Una ripartenza lenta, non abbiamo visto molti clienti in più rispetto a quando facevamo solo asporto, ma è stato bello vedere tante persone contente di poter rigustare il caffè al tavolo. Il bel tempo spero faccia la differenza – dice Stefano Pioli uno dei soci del bar – il Governo deve rivedere i sostegni perché sono stati completamente insufficienti e soprattutto regole più eque per permettere di lavorare a tutti e non solo a chi ha lo spazio all’aperto».

Il meteo ha scoraggiato qualche ristoratore come il giovane chef Alessandro Pineschi del ristorante “Al teatro” di Castelnuovo. «Pensiamo di aprire giovedì o venerdì sfruttando il suolo pubblico che il Comune ci concederà in una location straordinaria come quella davanti al teatro Alfieri – dice Pineschi – credo ci sia tanta voglia di andare al ristorante e quindi siamo fiduciosi. Draghi dovrebbe mettersi nei nostri panni e cercare di capire queste assurde incongruenze che ci fanno seguire. Serve maggior coerenza, a febbraio si poteva mangiare dentro e ora no. Il coprifuoco va spostato almeno alle ore 23 perché altrimenti non avremo servizio serale».

Spostandosi in alta Garfagnana, ecco un’attività che racchiude molteplici aspetti, dal bar, al ristorante, all’albergo. «Abbiamo aperto con 18 posti all’esterno – racconta Martina Gabanti (Mini Hotel) – la clientela abituale ha risposto subito bene soprattutto per il servizio bar. Al ristorante invece abbiamo continuato con il servizio mensa alle aziende del territorio. Ma non possiamo stare qui a guardare le condizioni meteo, abbiamo bisogno di lavorare all’interno con le dovute misure, come abbiamo già fatto lo scorso anno». Sugli eventi si concentrano anche le perplessità di Susy Fanucchi tra le titolari del Molin della Volpe a Pescaglia. «Come si può pretendere che una sposa non festeggi il suo giorno più bello? Se è possibile celebrarli, deve essere possibile festeggiarli anche perché si parla di eventi rimandati già diverse volte. Abbiamo bisogno di disposizioni precise. Per ora, ripartiremo sabato ma solo a pranzo». —

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