Sicurezza
In piazza fino alle 22,30 per il flashmob “Scoprifuoco”
lucca. Hanno inscenato un flashmob sul modello di quello che, in contemporanea, si è svolto in altre località. “Scoprifuoco”: questo il titolo della protesta pacifica contro il coprifuoco alle 22. Circa duecento persone (secondo i partecipanti), tra ristoratori, dipendenti di ristoranti, familiari di entrambi, si sono ritrovati domenica sera (25 aprile) in piazza Napoleone per dire che il coprifuoco alle 22 è una stangata per ogni locale. «I presenti sono rimasti all’incirca fino alle 22,30 – spiega Samuele Cosentino, de “Gli Orti di via Elisa”, presente al flashmob – per far vedere che anche quella mezz’ora è determinante per i ristoratori, mentre non ha alcun significato per tutto il resto del mondo. Ci sono un sacco di domande senza risposta all’interno del decreto che conferma il coprifuoco alle 22. Ci chiedono di lavorare su prenotazione: ma se le previsioni meteo dicono che l’indomani pioverà, dove metterò il mio cliente?». L’asticella dello scontento, tra i ristoratori, si è molto alzata. «Potevamo essere molti di più dice, con Cosentino, Massimiliano Martinelli titolare de Il Borghetto del Castello, ristorante di Nozzano –, ma la manifestazione organizzata nel pomeriggio da Andrea Colombini ha fatto venir meno molte partecipazioni. Molti colleghi temevano che ci fossero tensioni in città per la presenza di persone senza mascherina».
«Abbiamo fatto questa manifestazione con l’intento di essere uniti: c’erano ristoratori di varie sigle sindacali. Limitare il nostro lavoro allo spazio esterno è assurdo: la metà di noi non ne ha. Dovevano farci riaprire con le regole di maggio 2020, che di fatto dimezzano le capienze di tutti i locali». Il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessora Chiara Martini, con il consigliere Gianni Giannini, sono intervenuti in piazza Napoleone per parlare con i ristoratori. —
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