La manifestazione
Divani damascati e tappeti per attutire il rumore dei tacchi
Come si presentava ai “fruitori” un bordello di qualità superiore, come poteva essere il Primavera agli inizi del Novecento? «Anzitutto – spiega Giada Paolini – le prostitute erano tutte ragazze molto giovani. All’ingresso c’era il bancone, sulla sinistra, dove la maitresse accoglieva i clienti. Sulla destra un salottino dove le ragazze si fermavano a intrattenere gli uomini prima di portarli al piano superiore. I divani erano di damascato rosso. Tappeti, sulle scale, attutivano il rumore dei tacchi. Le tariffe variavano a seconda del tempo che un cliente passava al bordello. Per un’ora, a Lucca, nel 1923, si spendevano 5 lire e 50 centesimi». I “flanellisti” frequentavano il bordello solo per guardare, mentre i “sottomarini” pagavano per stare sotto il letto mentre la prostituta consumava l’amplesso.
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