Il Tirreno

Lucca

Caccia alle impronte del killer nell’appartamento dell’orrore

Caccia alle impronte del killer nell’appartamento dell’orrore

Mercoledì la polizia scientifica effettuerà accertamenti dattiloscopici nella casa di Elena Raluca

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Omicidio di Aosta, occhi puntati sull’appartamento di Elena Raluca Serban: si cercano le impronte del killer nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della 32enne, che fino al 2015 era residente a San Vito. Al momento l’unico indagato è Gabriel Falloni, 35enne operaio, ora in carcere. Mercoledì verranno effettuati accertamenti dattiloscopici. In pratica, la polizia scientifica setaccerà l’appartamento di via dei Partigiani alla ricerca di impronte o di altri elementi che possano aiutare a ricostruire ciò che è avvenuto sabato 17 aprile, tra le 18,19 e le 18,57, vale a dire l’orario di entrata e di uscita dal palazzo di Falloni, ripreso da quattro telecamera di videosorveglianza. Anche le celle telefoniche collocano il sospettato nelle vicinanze dell’appartamento.

Ma cosa sia successo in quei quaranti minuti scarsi deve ancora essere ricostruito nel dettaglio, visto che Falloni si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia di fronte al giudice delle indagini preliminari Giuseppe Colazingari. All’accertamento di mercoledì prossimo, che serve a cristallizzare elementi di prova che poi potranno essere usati in fase dibattimentale, parteciperanno anche i consulenti nominati dai legali dell’indagato.

A ricostruire quei 37 minuti per il momento c’è solo un’ipotesi investigativa. Secondo gli inquirenti Falloni ha chiamato Elena Raluca per un appuntamento, e quando è giunto sotto l’edificio l’ha richiamata per farsi aprire il portone. Una volta all’interno dell’appartamento l’ha colpita con una coltellata alla gola, provocando una profonda lacerazione sul lato sinistro incompatibile con la vita. A quel punto l’uomo – sempre secondo gli investigatori – avrebbe ripulito la scena del delitto, portandosi via il coltello, i cellulari e il tablet, sistemandoli all’interno della borsa della vittima ritrovata nel suo alloggio. Ma al momento non sono ancora stati ritrovati né l’arma del delitto, né gli strumenti elettronici in dotazione alla giovane donna assassinata. Intanto Falloni resta chiuso nel suo silenzio, all’interno del carcere della Vallée, dove si trova recluso dalla serata di mercoledì con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà. Falloni è stato condannato in un recente passato per sequestro di persona, violenza sessuale, rapina e lesioni personali. Non solo. Il pericolo di fuga, altro elemento su cui si fonda l’ordinanza di custodia cautelare, è stato messo in pratica nel momento in cui il soggetto non è tornato nella sua abitazione di Nus e in Valle d’Aosta rendendosi irreperibile sino al momento dell’arresto

Intanto la procura ha dato il nullaosta per la restituzione della salma ai familiari della vittima, che in questi giorni erano saliti ad Aosta per seguire da vicino le indagini. C’è da organizzare il trasferimento del feretro, dato che i parenti vorrebbero far celebrare i funerali in Romania, a Galati, la città di cui era originaria Elena Raluca Serban. I familiari della ragazza hanno nominato come legale di parte offesa l’avvocato lucchese Maurizio Campo. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa