Finanza
l'emergenza coronavirus
Lucca, la paura fa salire i risparmi - ecco i depositi bancari zona per zona
Aumentano i depositi nelle banche ma l’incertezza blocca gli investimenti
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LUCCA. Aumenta il risparmio dei lucchesi, ma i soldi messi da parte durante la pandemia per le minori spese, al momento non vengono rinvestiti per far ripartire i consumi. Sul fronte delle aziende, quelle piccole hanno avuto maggiori difficoltà dovendo ricorrere a sostegni e moratorie per far fronte alla crisi, mentre quelle di maggiori dimensioni sono - per usare un’allegoria - come macchine da corsa ferme sulla linea di partenza, con il motore acceso e il serbatoio pieno, pronte a scattare ai primi segnali di ripartenza. È questa la fotografia del rapporto tra banche e territorio che emerge dall’incontro sul credito organizzato dalla Camera di Commercio di Lucca.
Dopo i saluti del commissario straordinario Giorgio Bartoli, la parola è passata a Giuliano Dini, già direttore della filiale di Lucca della Banca d’Italia, che ha presentato l’analisi dei principali andamenti degli aggregati creditizi nell’anno 2020, elaborati a partire dalle informazioni statistiche ufficiali della Banca d’Italia.Sportelli Si parte dalla diffusione degli sportelli sul territorio: sono 187, divisi tra 18 gruppi e Bpm con 49 è quello che ne ha di più. Il rapporto è di uno sportello ogni 2.059 abitanti, nella media toscana e meglio dell’Italia. Tuttavia nel corso degli anni le banche hanno ridotto la presenza fisica sul territorio: nel 2011 le filiali erano 269, con un calo del 31 per cento. La pandemia ha accelerato un cambiamento già in atto nel modo di operare di famiglie e imprese nei confronti dei sistemi di pagamento.
La clientela ha fatto un crescente ricorso agli strumenti informatici, come i Pos (uno ogni 12 abitanti in lucchesia), gli Atm (sportelli bancomat, uno ogni 1.271 abitanti), l’Home e Corporate banking nonché il Phone banking, per i quali Lucca presenta valori assoluti e pro-capite elevati rispetto alle altre province toscane. Il territorio ancora oggetto di una ristrutturazione della presenza bancaria.
Risparmio. La raccolta del risparmio è aumentata sensibilmente, confermandosi un elemento di forza del territorio, con Lucca seconda solo a Firenze in regione. Ciò sembra dovuto al clima di insicurezza e incertezza sul futuro da parte delle famiglie che hanno limitato molto le spese, nonché a una diminuzione degli investimenti delle imprese e ai sostegni ricevuti che hanno determinato un aumento almeno temporaneo della liquidità. I depositi e il risparmio postale sono cresciuti del +10,5 per cento nel corso del 2020, portandosi a quota 10.820 milioni di euro ma con un indebolimento nell’ultimo trimestre per le scadenze di fine anno. Il risparmio totale ammonta a 17.176 milioni di euro (+8,5 per cento), nella fascia alta della Toscana.
Credito. Le imprese e i consumatori lucchesi hanno fatto ricorso al credito in misura mediamente prudente e contenuta. Con i sostegni erogati, le rinegoziazioni e le moratorie, vi è stato un travaso dal credito a breve verso quello a medio e lungo termine, con l’allungamento delle scadenze e un alleggerimento delle difficoltà finanziarie di famiglie e imprese. Pertanto, pur in un contesto di disponibilità delle banche e di tassi di interesse contenuti, gli impieghi vivi in provincia (9.468 milioni di euro, al netto di sofferenze e insoluti) sono cresciuti solo del +1,5 per cento nell’anno.
Solamente per le ditte più piccole l’ammontare del credito (1.022 milioni di euro) è risultato in deciso aumento (+8,9 per cento), sopra la media toscana e nazionale: lo hanno usato per far fronte alla crisi. Il credito alle imprese sopra i 20 addetti (che qui comprendono anche quelle del settore cartario, che hanno retto meglio alla pandemia) ha presentato una flessione (-0,3 per cento), al livello più basso in regione. «Le aziende più grandi - ha spiegato Dini - sono in posizione favorevole pronte a ripartire quando ci sarà la ripresa. Sono come auto da corsa ferme al via, con il motore acceso e il serbatoio pieno».
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