Sicurezza
Si fa inviare apparecchi tecnologici ma non li paga: indagato per truffa
LUCCA. Un 33enne lucchese indagato per truffa: si fa comprare apparecchiatura tecnologica da un 38enne rumeno residente a Monza e poi non la paga. I raggiri sono all’ordine del giorno e la pandemia non ha fatto altro che aumentare le opportunità dei “maghi della truffa digitale”, visto che i rapporti interpersonali ormai si costruiscono sui profili social e non più di persona. A farne le spese è un 38enne residente a Monza con la passione per la tecnologia e in particolare per le schede grafiche, dispositivi che costano parecchio. Su alcuni blog dedicati, l’uomo conosce un 33enne lucchese residente a Nave, interessato all’acquisto di una scheda da 2.400 euro di cui il 38enne è in possesso. I due si scambiano un po’ di messaggi e poi decidono di concludere la trattativa di persona: il 38enne venditore scende da Monza a Lucca, l’acquirente lucchese lo paga in contanti prende la scheda e i due se ne tornano a casa soddisfatti. Senonché, qualche settimana dopo il lucchese si rifà vivo, dicendo di voler acquistare un nuovo dispositivo. Il 38enne monzese, memore del buon affare fatto in precedenza, è in grado di reperirlo e si offre di acquistarlo e di inviarlo al lucchese, che si impegna a fargli avere i soldi spesi: 1.600 euro. Il dispositivo arriva a Lucca ma a quel punto l’acquirente diventa sfuggente: prima rimanda il pagamento, poi scompare. Al 38enne di Monza non resta che sporgere denuncia. Il fascicolo è in mano alla procura che finite le indagini dovrà decidere se esercitare l’azione penale. —
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