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capannori 

Il Comune in aiuto dei locali Per loro spazi pubblici gratuiti

In questo modo si cercherà di limitare i disagi provocati dall’impossibilità di usare  le aree al coperto  dalla riapertura del 26 aprile

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CAPANNORI. Spazi pubblici a disposizione dei locali, senza dover sborsare un euro. Un modo per aiutare la ripartenza del 26 aprile nonostante i limiti previsti dal decreto governativo che consente le aperture di ristoranti, bar, pizzerie e così via solo negli spazi all’aperto.

L’amministrazione comunale di Capannori, in linea con il Decreto Sostegni, prevede il suolo pubblico gratuito per le attività di somministrazione del territorio. Ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e altre attività che somministrano cibi e bevande possono quindi usufruire di spazi all’aperto dove svolgere la propria attività senza dover versare alcun canone al Comune.

«Per sostenere e facilitare l’attività di questo settore particolarmente colpito dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria – si legge sulla nota del Comune – sono inoltre previste procedure semplificate per le eventuali richieste di ampliamenti del suolo pubblico esistente o per nuove occupazioni per le quali sarà necessario rivolgersi al Suap (per informazioni telefonare ai numeri 0583 428237/39 o inviare una mail a suap@comune.capannori.lu.it). Il Comune ricorda che su suolo privato possono essere collocate installazioni stagionali temporanee gratuitamente e senza fare richiesta per un periodo fino a novanta giorni, mentre da 90 a 180 giorni è necessario inviare una comunicazione all’ufficio edilizia privata tramite pec o il portale per la presentazione delle pratiche edilizie presente sul sito del Comune (per informazioni 428502-03 o urbanistica@comune.capannori.lu.it).

«L’azzeramento del canone di occupazione del suolo pubblico, che abbiamo concesso anche nel 2020, è una misura molto importante per sostenere con azioni concrete le attività economiche del territorio e, in particolare, quelle del settore della ristorazione duramente colpite dalla crisi generata dall’emergenza Covid-19 – dice l’assessora alle attività commerciali Serena Frediani – ancora più oggi che secondo le direttive nazionali che entreranno in vigore dal 26 aprile per i territori in zona gialla, i pranzi e le cene sono previsti solo all’aperto. In linea con quanto richiesto da Anci al governo, chiediamo che per consentire a chi possiede o gestisce un locale di ripartire veramente è necessario esentarlo dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico fino a fine anno. Una richiesta che crediamo possa essere accolta per tutte le imprese a livello centrale. Se così non fosse siamo pronti a garantire il suolo pubblico a livello locale fino a fine anno». —

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