La manifestazione
Addio al pioniere del jazz
È morto Pietro Paolo Mannelli, insegnante e musicista, maestro di molti
CASTELNUOVO. Il pioniere del jazz in Valle del Serchio. È questa la definizione migliore per ricordare Pietro Paolo Mannelli (nella foto, il primo a destra), morto giovedì mattina all’età di 84 anni dopo un periodo di malattia che lo aveva portato ad essere ricoverato all’ospedale Santa Croce di Castelnuovo, la sua città. Tanti i messaggi di cordoglio dal mondo musicale. Pietro Paolo lascia la moglie Renata. Il funerale si terrà oggi, venerdì, alle 16 nel cimitero di Castelnuovo.
Dalle orchestre alla scuola, dalla banda ai gruppi jazz, la musica è stato il filo conduttore della sua vita. Il sax e la musica jazz, questo il binomio distintivo della vita di Pietro Paolo Mannelli. E la scuola sia come insegnante ai ragazzi delle medie sia per i percorsi all’interno delle scuole di musica del territorio, sia a Castelnuovo che a Barga.
«Ricordo quando mi raccontava del corso jazz fatto ricevendo microcassette dagli Stati Uniti - dice Piero Gaddi, musicista che è stato allievo di Mannelli e direttore della Scuola civica di musica di Castelnuovo - Aveva contatti con un mito del jazz come Lee Konitz, sassofonista come lui. Il legame era così forte che Pietro Paolo riuscì a portarlo a Barga nel 2003 durante un’edizione del Barga Jazz dedicata interamennte all’artista americano. Konitz in Italia aveva suonato con artisti come Ornella Vanoni e Stefano Battaglia e venne a Barga per Pietro Paolo».
La scuola di musica del capoluogo è stata tra le prime a inviare un messaggio di cordoglio: «Pietro Paolo ha ispirato tanti musicisti della zona compreso me - dice Gaddi - È stato un pioniere del jazz e ha regalato tanto a tutti coloro che lo hanno conosciuto. Per questo la notizia della sua morte ci addolora. Tutta la scuola lo ricorda con grande affetto».La storia di Mannelli e del suo sax ha inizio negli anni ’60 quando lui gira diverse orchestre dell’alta Italia con tour anche di livello europeo e incisione di album con case discografiche importanti come Rca. Poi il ritorno in Valle e la decisione di diplomarsi all’istituto Boccherini di Lucca in clarinetto perché il sax non era presente nell’offerta formativa.
Da qui Mannelli passa all’insegnamento alle scuole medie di Piazza al Serchio e ancora a quella di musica di Barga dove dà vita a un movimento da cui poi nascerà il popolare festival Barga Jazz. Per un periodo Mannelli ha anche avuto la direzione artistica del teatro Alfieri di Castelnuovo. Tantissime le sue collaborazioni musicali: negli ultimi anni aveva creato la Puppies Jazz Band a Castiglione e faceva parte da tempo della Filarmonica Giuseppe Verdi di Castelnuovo.«Lo avevamo convinto di far parte della nostra banda e quando ci diede l’ok ci pose una condizione: non voleva indossare il cappello - ricorda Giuliano Fontana, allora vice presidente della Filarmonica - Così è stato: ha suonato sempre con noi, senza mai mettere il cappello della divisa. Per averlo con noi, gli avremmo concesso qualsiasi cosa. Mannelli era una persona di compagnia e non si tirava mai indietro se c’era da suonare. Era un trascinatore, il suo entusiasmo era coinvolgente».
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