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Fipe ristoratori su tutte le furie «Una colossale presa di giro»

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lucca. È una stroncatura netta e senza appello quella di Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa Carrara e del suo sindacato Fipe ristoratori, in merito alla bozza del decreto che il Consiglio dei ministri dovrebbe licenziare oggi e che riguarda il cosiddetto piano delle riaperture.

«Una serie di misure – afferma Confcommercio – che penalizzano una volta di più in maniera sempre più assurda e incomprensibile una precisa categoria, che è quella dei ristoratori. Indicati nei fatti, una volta ancora, come i principali colpevoli della pandemia, da colpire e danneggiare di conseguenza, impedendo loro di lavorare, oltre ogni logica. Pensare di aspettare il primo giugno per consentire la riapertura dei locali al chiuso, consentendo nel frattempo pranzi e cene in zona gialla solo all’aperto, è una cosa folle. Sia perché penalizza chi non dispone di spazi all’aperto, sia perché in questo periodo in cui regna ancora l’incertezza climatica come da tradizione della primavera, cenare soltanto all’aperto è una opzione che molte persone non gradiscono, preferendo di conseguenza rimanere a casa».

«A mio avviso – dice Antonio Fava, uno dei due vicepresidenti di Fipe ristoratori – sono tre i punti da mettere in evidenza. Primo: diciamo no con forza a qualsiasi discriminazione fra ristoranti con spazi all’aperto e ristoranti senza. La pandemia sta avendo effetti devastanti per tutti gli imprenditori, senza distinzioni. È una battaglia che ci vede tutti sulla stessa barca. Ragion per cui è giusto che anche chi non abbia suolo pubblico possa lavorare. Secondo: il coprifuoco alle 22 è assurdo e impedisce di fatto alle persone di uscire fuori a cena. Essere a casa alle 22 significa alzarsi da tavola alle 21, 30, ma è ovvio che chi decida di uscire a cena non voglia farlo con l’ansia dell’orologio che corre e il rischio di una multa. Il coprifuoco va spostato subito, alle 23 o alle 24. Terzo: stop con questa continua altalena di colori per le regioni, che impedisce qualsiasi tipo di programmazione per un settore, il nostro, che di programmazione invece vive».

«Questa bozza di decreto – afferma invece Simona Del Ry, l’altra vicepresidente di Fipe ristoratori – è da bocciare in toto perché è una colossale presa in giro che annuncia riaperture che sono in realtà false riaperture. Inaccettabile che fino al primo giugno non ci sia consentito di lavorare al chiuso. E ancora più inaccettabile che questa misure crei disparità all’interno della nostra stessa categoria, fra chi dispone di tavoli all’aperto e chi no». —

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