Lutto
Antenna 5G al campo sportivo, se ne parla in una conferenza
Un’ipotesi che ha allarmato i residenti del paese e della vicina Camigliano
CAPANNORI. Si seguirà la strada del dialogo costruttivo per scongiurare l’installazione di un’antenna 5G sul campo sportivo vicino alla scuola di Segromigno in Monte. Un’ipotesi che ha allarmato i residenti del paese e della vicina Camigliano, dove si è formato un comitato per avviare un confronto col Comune. Un tema complesso dove essere informati è fondamentale e va in questa direzione la conferenza in streaming su “campi elettromagnetici 5G e l’impatto della nuova tecnologia sull’uomo” organizzato dall’associazione Hacking Labs di Segromigno in collaborazione con il professor Luigi Unti e l’avvocato Elisabetta Triggiani, in rappresentanza del comitato. L’appuntamento è per domani, venerdì 23, alle 20.30
«Quest’iniziativa servirà per fare chiarezza su questa tecnologia e discutere anche della questione dell’antenna – dice Triggiani – che è inserita nel piano comunale della telefonia. E se l’amministrazione comunale non può opporsi può fare in modo di trovare un altro sito meno impattante. Il comitato è stato costituito proprio per tutelare i cittadini e avviare un dialogo con il Comune che si è reso disponibile a un confronto e alla valutazione di un sito alternativo dove posizionare l’antenna nel rispetto delle normativa. Dopo questo convegno avremo altri incontri col Comune, che si è reso disponibile ad accogliere le preoccupazioni e ha avviato contatti con la ditta richiedente. I relatori del convegno saranno il professor Piergiorgio Spaggiari, laureato in fisica, medicina e medicina quantistica; Fiorenzo Marinelli, biologo ricercatore e membro della fondazione dell’Icems e Maurizio Possia, presidente dell’Università Popolare Biomed». Durante la conferenza (per partecipare cercare su youtube “associazione informatica hacking labs”) sarà possibile interagire con i relatori attraverso una chat.
«Abbiamo ritenuto opportuno organizzare un evento a sfondo scientifico tenuto dai più autorevoli esperti del settore – spiega Mirko Bernardi, presidente di Hacking Labs – per far conoscere ai cittadini i reali rischi di queste tecnologie, a volte sopravvalutati e altre invece sottovalutati, perché è importante anche conoscere quali potrebbero essere gli strumenti di protezione per la salute collettiva vista l’impossibilità di arrestare l’avanzare del progresso tecnologico e informatico». —
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