Sicurezza
Strutture per anziani e disabili sicure grazie ai controlli Asl
Sono 442 le visite che nei primi dieci mesi di pandemia il gruppo di contrasto al Covid ha effettuato nelle strutture della provincia di Lucca
LUCCA. Strutture per anziani e disabili: ora sono sicure. Sono state 442 le visite che, nei primi dieci mesi di pandemia, il Gruppo di supporto e contrasto al Covid della Asl nord ovest ha effettuato nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali. Solo in provincia di Lucca, che comprende le zone distretto della Piana di Lucca, della Valle del Serchio e della Versilia, le visite sono state 83 su un totale di 64 strutture.
Dal 1 marzo al 31 dicembre 2020, il gruppo di lavoro multiprofessionale a supporto della gestione del rischio Covid nell’area socio sanitaria dell’Asl ha portato avanti una profonda e capillare azione di aiuto e di indirizzo a tutte le strutture che accolgono anziani, disabili e persone socialmente fragili in tutto il territorio aziendale.
Residenze sanitarie assistite, residenze assistite, centri diurni, comunità alloggio e residenze per disabili sono state ripetutamente visitate dal gruppo per aiutarle nella corretta applicazione dei protocolli, delle procedure e nelle linee di indirizzo anti Covid, anche con specifiche azioni di formazione del personale.
«Come Asl siamo intervenuti costantemente in ogni zona distretto, a partire dalla scorsa primavera, per aiutare le strutture di assistenza socio-sanitarie sia nell’immediata gestione dell’emergenza Covid, sia nel processo di piena ripresa delle loro attività», dice Laura Brizzi, direttore dei servizi sociali dell’Asl nord ovest. I nostri gruppi sono coordinati da un assistente sociale del Dipartimento servizi sociali e costituiti da un operatore dell’igiene pubblica, da un operatore dell’igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, da un referente qualità e sicurezza, da un medico e da un infermiere. Ogni sopralluogo si conclude con un rapporto che indica le disposizioni per adeguare e migliorare la prevenzione e la gestione del rischio Covid, avviando una stretta collaborazione con l’unità di crisi aziendale. È un’azione capillare che ci ha permesso prima di gestire la fase più acuta della pandemia, quando l’unico modo per preservare la salute degli ospiti fragili era impedire che il Covid entrasse nelle strutture, sia quella attuale, con la vaccinazione che sta per coprire tutta la popolazione più fragile ma durante la quale dobbiamo continuare a mantenere alta la guardia». –
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