La manifestazione
Incapace di intendere non si cura e va a giudizio
LUCCA. La perizia medico legale disposta dal gup Antonia Aracri accerta l’incapacità di intendere e volere del quarantatreenne accusato, tra gli altri, di un reato gravissimo: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale. Ma il giudice è costretto a mandare al dibattimento il disoccupato con l’hobby del disc jockey che nel novembre del 2019 aveva postato due deliranti video su Facebook in cui dava appuntamento agli «amici camerati» in piazzale Verdi dove, la sera successiva, si sarebbero ritrovati per «dare una lezione» agli extracomunitari. Il motivo? Quando mise il video su un gruppo chiuso, ma in realtà visibile ad almeno 500 persone, aveva interrotto la terapia medica legata alla sua grave patologia che, come asserisce il perito del gip, riguarda disturbi di tipo bipolare con tendenze persecutorie. Il processo è stato fissato nel mese di settembre e l’imputato dovrà anche rispondere dei reati di istigazione a delinquere contro le forze dell’ordine e detenzione di arnesi atti ad offendere in quanto la polizia, intervenuta la sera del raduno (pioveva e non partecipò nessuno), gli sequestrò una borsa con nove spranghe in ferro e un coltello a serramanico che avrebbe dovuto distribuire per la “caccia all’immigrato”. Il motivo di tanto odio? Una bici rubata forse da un immigrato. In considerazione sia dello stato di degrado in cui versa, sia del suo grave deficit cognitivo non è da escludere che il pm, visto che l’uomo è in cura, in udienza decida di non procedere per vizio di mente. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google