Finanza
Camposanto trascurato mentre la cappellina è chiusa perché a rischio
CAPANNORI. Da un lato il caso della cappellina che cade a pezzi (al punto di chiuderne l’accesso), dall’altro le condizioni generali della struttura: attorno al cimitero di Marlia si stanno sollevando nuove proteste, a causa dei diversi problemi che presenta. Si va dall’erba alta fino appunto al caso della cappellina che si trova nella parte del cimitero vecchio, e dove è stato affisso un cartello per avvertire la cittadinanza che la struttura è temporaneamente inagibile per motivi di incolumità pubblica.
Un altro problema riguarda i vialetti disconnessi e con troppa ghiaia, che creano disagi a chi vi deve camminare, e rappresentano un potenziale pericolo soprattutto per le persone più anziane, oltre a rappresentare un ostacolo per i diversamente abili. Più nel dettaglio desta perplessità i casi del viale centrale, che continua ad allagarsi non appena cade un po’ di pioggia. Poi c’è il caso decisamente particolare delle auto che entrano e escono dal cimitero senza alcun controllo.
Tra i cittadini che in quel cimitero si recano per visitare i propri cari viene fatto notare come il cancello sia sempre aperto, e come questa situazione possa favorire furti e incursioni vandaliche.
E poi ci sono le grondaie, che anni aspettano ancora di essere sostituite. Inoltre, quando piove, l’acqua filtra fino alle sepolture, con evidenti disagi per i visitatori, oltre a rappresentare una mancanza di decoro.
E il Comue? Da parte dell’amministrazione viene assicurato che saranno stanziati fondi necessari a fare un intervento urgente di messa in sicurezza della cappellina. Mentre, più in generale, i lavori complessivi per la riqualificazione del cimitero sono già stati appaltati a un’impresa. Infine anche qui, come previsto per gli altri numerosi cimieri del Capannorese, c’è l’intenzione di ricorrere alle associazioni del paese affinché le stesse si prendano cura del cimitero. Un modo non solo per assicurare una cura adeguata al camposanto, ma anche per garantire una forma di sorveglianza indiretta all’area. —
Nicola Nucci
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