Lutto
Una corsa contro il tempo per trovare spazi ai locali
Il tema è stato affrontato a margine di un confronto tra Comune e associazioni Restano da superare gli ostacoli legati alla sicurezza e a vincoli architettonici
Luigi Spinosi
LUCCA. Il conto alla rovescia è cominciato, ormai manca una settimana alla fatidica data del 26 aprile, quella in cui i ristoranti potranno riaprire, all’aperto. Una data che poi così fatidica potrebbe non essere, e non solo perché tutto dipende da quale classificazione avrà la nostra regione (se non si diventa gialli non cambia nulla), ma anche perché, così come è stato fatto, i benefici del provvedimento governativo saranno pochini, specialmente dentro Lucca con i suoi spazi risicati. Le cause sono note: restano tagliati fuori i ristoranti chi non hanno spazi all’aperto, mentre chi li ha non solo deve averne tanti (per poter convivere con la regola del distanziamento), ma deve anche affidarsi all’incognita meteo, a meno di non dotarsi di infrastrutture che rischiano di rendere più conveniente il non aprire. Insomma, per i ristoratori l’unica vera soluzione è poter accogliere i clienti – rispettando le misure di sicurezza – anche al coperto (cosa che sarà possibile, solo a pranzo, e solo dal primo giugno)
La speranza di tutti è quella di una correzione in corso d’opera del provvedimento. Ma in attesa di quello si lavora per trovare spazi pubblici da mettere a disposizione dei locali. Ed è una corsa non solo contro il tempo, ma anche una corsa contro tutta una serie di ostacoli, che a Lucca sono più forti che altrove. È quanto emerso ieri mattina durante un confronto tra Comune e associazioni di categoria, dove a Margine è stato affrontato anche il tema spazi pubblici. Più in particolare è venuto fuori che oltre a questione di ordine pubblico e sicurezza (basti pensare alla questione viabilità) si tratta anche di rispettare eventuali limiti della Soprintendenza. Insomma problemi su problemi che per trovare quella che, comunque, agli occhi dei ristoratori appare una non soluzione.
Una posizione ribadita ieri in una nota anche da Confcommercio Imprese di Lucca e Massa Carrara: «È inaccettabile pensare di riaprire i ristoranti anche al chiuso, peraltro solo a pranzo, solo a dal primo giugno. Come già detto si intravede un piccolo segnale di speranza nelle parole e nelle intenzioni di Draghi, ma ci sono tanti aspetti da chiarire e migliorare. Soprattutto per quanto riguarda i ristoranti, che erano e continuano ad essere una delle categorie inspiegabilmente più penalizzate. Un altro mese e mezzo di fatturati dimezzati per i nostri imprenditori, senza poi avere una riapertura effettiva e reale neppure il primo giugno. Semplicemente inaccettabile. Ricordiamo che i ristoranti non lavorano a cena, al chiuso, da oltre sei mesi, con danni incalcolabili. E continuiamo a non capire il perché questa categoria una delle più tartassate di tutte, quando di pari passo esistono realtà che offrono gli stessi servizi, stiamo parlando ad esempio degli autogrill, che continuano a lavorare come se niente fosse. Chiediamo di anticipare la data del primo giugno al primo maggio per la riapertura dei ristoranti anche al chiuso, estendendola anche alla sera». —
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