Sicurezza
Manifattura sud, l’urlo dei comitati «Vogliamo partecipare al progetto»
Urbani: «Non siamo un “polverone”, ma persone che rivendicano all’amministrazione un loro diritto»
Barbara Antoni
lucca. I comitati Uniti per la Manifattura e Salviamo la Manifattura, Legambiente e Rete dei Comitati, il comitato Vivere il centro storico e privati cittadini. Ci sono tutti all’incontro con la stampa in piazza San Michele, per condividere una richiesta da tutti condivisa: essere inseriti in un processo di partecipazione sul progetto di riqualificazione della Manifattura sud. È una richiesta civica, che parte da organismi non politici: Virginio Bertini, coordinatore di Uniti per la Manifattura, prende il microfono per sottolinearlo, quando durante l’incontro si fanno vedere in piazza esponenti della destra lucchese. «Questa iniziativa – dice Bertini – nasce da comitati e associazioni ed è scollegata da ogni forza politica. Le forze politiche hanno un ruolo in consiglio; cittadini e comitati fanno politica sociale, ambientale, ecologica. Il secondo punto è la partecipazione negata. Il sindaco non è stato trasparente con varie associazioni. Siamo di fronte più a una tendenza all’oligarchia che alla democrazia».
Dentro alle sue parole, molte delle istanze che singolarmente altri esponenti civici riportano. Gemma Urbani (Uniti per la Manifattura) rivendica il diritto dei comitati alla partecipazione. «Abbiamo protocollato in Comune una proposta di percorso partecipativo secondo la legge regionale 46 del 2013. Mai avuto risposta. In alcune iniziative pubbliche sulla Manifattura sud, l’amministrazione ci ha etichettati come “polverone”: trovo l’appellativo denigratorio e sconcertante». Michele Urbano, presidente di Legambiente, ribadisce che «la partecipazione è un diritto costituzionale ma è un problema in tutta la Toscana. Nell’amministrazione pisana – spiega – il Pd, all’opposizione, ha fatto istanza di partecipazione con una mozione. A Lucca, a guida centrosinistra, stessa richiesta l’ha fatta la Lega. Entrambe le due amministrazioni, seppure di marca opposta, negano la partecipazione». «Questo sulla partecipazione – interviene Giorgio Angelo Lazzarini (Salviamo la Manifattura) – è un dibattito pregiudiziale per la democrazia. L’amministrazione comunale è autoritaria e fa come le pare. La Manifattura è l’apice di questo atteggiamento. Anche sui Quartieri Social si è mossa così: ha fatto i lavori senza sentire i cittadini». Lo sostiene anche Paolo Iacopi di San Concordio, sul progetto della piazza coperta nell’ex area Gesam. Gianna Traverso (Vivere il centro storico) si interroga «su quali siano i vincoli tra Comune e Fondazione Crl, partner del progetto Manifattura», mentre Roberto Franchi, del sindacato Altra Cosa, minoranza Cgil, propone di realizzare nella Manifattura sud un museo del lavoro della Lucchesia. Doriana Rispoli, privata cittadina, ricorda una proposta del programma elettorale di Alessandro Tambellini: un auditorium per la musica. «Facciamo come a Berlino – dice –: un auditorium in uno spazio di archeologia industriale. Al sindaco chiedo un confronto rapido e diretto con i cittadini». —
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