Attenzione
Lavoratori occasionali: rischi e pericoli del mestiere
“La chiamavano Gig economy”: questo il titolo del ciclo di incontri a Capannori L’iniziativa è destinata ai giovani, vuole informarli sulle forme di precariato
capannori. Un’opportunità, ma per chi? Cercherà di rispondere a questa domanda il ciclo di incontri dedicato al sistema del lavoro a chiamata, quella che, con l’ennesimo inutile anglicismo è stata ribattezzata “Gig economy”. Un modello sempre più diffuso anche in Italia, ma ancora non conosciuto sino in fondo.
Un modello cui si legano tante domande, ma soprattutto una: «È una nuova forma liberatoria di lavoro autonomo o una nuova forma di sfruttamento?». Per cercare di dare una risposta, per fornire informazioni su questa nuova tipologia di lavoro che interessa soprattutto i giovani (il caso più conosciuto è quello di chi fa le consegne a domicilio di cibo) e per valutarne rischi e potenzialità, il Comune di Capannori ha promosso l’iniziativa “La chiamavano Gig economy”, che da qui all’autunno, prevede quattri incontri tematici, testimonianze di giovani che svolgono lavori occasionali e tre giorni di formazione.
«Le nuove forme di lavoro con contratti atipici quindi non stabili e continuativi, che caratterizzano sono in crescita anche nella nostra realtà, basti pensare al settore del delivery, soprattutto per quanto riguarda i giovani – dice il vice sindaco con delega alle politiche giovanili Matteo Francesconi – queste rappresentano certamente nuove occasioni lavorative, importanti per il momento delicato che stiamo vivendo, ma nascondono anche rischi per i lavoratori che si trovano a essere meno garantiti rispetto a chi ha un lavoro stabile. Un fenomeno quindi su cui è importante puntare l’attenzione e fare informazione per preparare i giovani e la società ad affrontare le nuove realtà della Gig economy, anche attraverso la testimonianza di chi già svolge queste attività. L’iniziativa che abbiamo promosso è quindi particolarmente significativa, non solo per l’informazione, ma anche per la formazione visto che l’istruzione e la formazione sono strutturate principalmente come un percorso che porta a impieghi stabili, e auspico che sia colta da molte persone. Vogliamo ascoltare la voce dei giovani e farla valere».
L’iniziativa “La chiamavano Gig Economy” prenderà il via giovedì 22 aprile, alle 18, con l’incontro on line “Il lavoro nella Gig economy: giovani e competenze”, che potrà essere seguito sul Canale You Tube del Comune e vedrà la partecipazione di Manuele Ulivieri, psicologo del lavoro e partner di LaborPlay. L’iniziativa proseguirà il 24 giugno con l’incontro “Riders: l’esperienza delle consegne etiche”, tenuto da Giulio Sensi, comunicatore sociale e giornalista. Il terzo appuntamento in programma il 21 ottobre sarà dedicato al tema “Giovani e nuove economie: come valorizzare i talenti”, a cura di Giulia Gioeli, ricercatrice e membro del comitato organizzatore di “Economy of Francesco”. L’ultimo incontro, in programma il 9 dicembre avrà come tema “Verso una Gig comunity, tra rischi, potenzialità e sfide per i contesti”, con la partecipazione di Carlo Andorlini, docente all’Università degli Studi di Firenze. Tutti gli incontri saranno alle 18 e per ogni appuntamento sono previste testimonianze di giovani che svolgono queste attività (per iscriversi agli eventi e ricevere i materiali informativi è necessario compilare il seguente https://forms.gle/P8wWrwf3E4PUmScN9).
Il 18-19 e 21 maggio poi, al parco scientifico di Segromigno in Monte, è in programma una tre giorni di formazione sulla Gig Economy, un’esperienza di conoscenza e scambio con altri giovani europei che si svolgerà in lingua inglese (per iscriversi è possibile inviare una mail a innovazionecivica@comune.capannori.lu.it). —
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