La manifestazione
“Fossi dell’Arte” l’evento torna nel 2021
Intervista a Barsotti, pittore e ideatore della manifestazione «È molto triste vedere in questa zona tanti fondi sfitti»
Lucca. Basta pronunciare il suo nome e viene in mente un’area della città. Una strada, per essere più precisi. Sì, perché quando si pensa all’artista Fabrizio Barsotti, non si può non pensare a via del Fosso. Questo è il suo mondo: qui ha lo studio dove trova tutto ciò di cui la sua creatività ha bisogno e a pochi passi, in piazza San Francesco, ci vive in pratica.
Gli piange il cuore però ogni volta che si guarda intorno e vede tutto abbandonato. Fondi vuoti, sfitti, luci spente. Per questo da qualche anno ogni giorno si batte affinché questa zona della città venga rivitalizzata. Barsotti nasce a Lucca nel 1968, fin da piccolo inizia ad essere ammirato dal mondo dell’arte. «Ho iniziato a muovere i primi passi artistici – afferma – all’età di 14 anni con la partecipazione ai primi premi pittura».
Com’era la vita artistica in quegli anni?
«A Lucca c’erano numerosi pittori e io iniziai a frequentare i loro studi. Tra i tanti, mi piace ricordare il maestro Antonio Possenti che nel 2010 mi ha dedicato la poesia “Lui non lo sa”».
Come è nata la sua passione per via del Fosso?
«Ai Fossi mi lega un amore viscerale. Sono nato in piazza San Francesco ma mio nonno Salvatore abitava sul Fosso. Lui era di origine siciliana e aveva un negozio rinomato, “Il morino”, che si trovava in via Buia. Quasi ogni giorno andavo a casa sua e lì sono cresciuto, giocando sempre con i miei cugini. Nel marzo del 1997 ho aperto lo studio dov’è tuttora, al civico 153 di via del Fosso».
Anche se lei è lì da ventiquattro anni, quella zona la frequenta ormai da mezzo secolo. Come è cambiata?
«In cinquant’anni ho visto morire una zona di Lucca. Accanto a me c’era il fabbro, poi c’erano altre attività artigiane come quella di Nello, il calzolaio. Fino a pochi anni fa c’era il negozio di alimentari di Franco Moretti, poi la lavanderia Verciani al posto dell’attuale ristorante “Il Mecenate”, il lattoniere Armando Landucci che faceva tubi zincati, la palestra. Ora c’è rimasto solo il falegname Volpi che ha festeggiato recentemente i cento anni di attività. I fondi sono quasi tutti vuoti, i proprietari non vogliono compromessi, non affittano e non vendono, preferiscono farli rimanere chiusi e marcire».
Quest’anno rifarete il vostro evento?
«I Fossi dell’arte sono iniziati nel 2019 con sei appuntamenti e quest’anno lo rifaremo: siamo stati inseriti nel programma “Vivi Lucca 2021”. Intanto chi vuole può venire nel mio studio: basta prendere un appuntamento al numero 3937498290». –
Luca Meconi
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