Sicurezza
Cardiologia di Castelnuovo: «Servono assunzioni subito»
Lorena Maggiolo (Cgil): «Da agosto persi cinque medici È emergenza continua con la scelta di mandare a turno dottori da altri ospedali»
castelnuovo garfagnana. Da otto medici a tre in pochi mesi. Una situazione tamponata con ordini di servizio e personale distolto dai reparti di Cardiologia di altri ospedali per mandarli in servizio a rotazione a Castelnuovo.
«Un’organizzazione in guardie – spiega Lorena Maggiolo, della Cgil – non inserita in un contesto di continuità assistenziale e percorsi assistenziali specifici. Così si danno solo risposte emergenziali».
La Cgil si allinea agli altri sindacati del medici, e la questione Cardiologia diventa una patata bollente nelle mani della Asl. «Negli ultimi anni – commenta Maggiolo – abbiamo subìto tagli al personale mai compensati da assunzioni adeguate. Oggi che l’Azienda asserisce di avere assunto centinaia di professionisti rispetto alla dotazione organica pre Covid, ci troviamo purtroppo per quanto riguarda il servizio di Cardiologia alla presenza di una elevata criticità.
A Castelnuovo lavorano attualmente tre medici, a fronte degli otto previsti. La riduzione del personale è avvenuta gradualmente, da agosto a oggi, senza che l’Asl mettesse in campo misure efficaci per risolvere il problema».
Tramite ordini di servizio sono stati inviati a Castelnuovo medici da altri ospedali, anch’essi peraltro «in carenza di personale e con compiti assistenziali nei reparti Covid».
L’ordine di servizio, afferma Maggiolo, non può essere, per sua natura, strumento di programmazione che non sia realmente emergenziale. «La decisione dell’Azienda, per noi erronea, produrrà una riduzione delle prestazioni nei presìdi dai quali gli specialisti vengono distolti, ed essendo il servizio per Castelnuovo organizzato in guardie darà solo risposte emergenziali. Tutto ciò orienterà il cittadino sempre di più verso scelte di tipo privatistico. La logica con la quale l’Asl Toscana Nord Ovest ha scelto di rispondere a una condizione nota da tempo costringe i medici a tempi di percorrenza superiori alle tre ore tra andata e ritorno per raggiungere il posto di guardia. Impone guardie multidisciplinari (internistiche, chirurgiche, oltre checardiologiche) senza che ci si preoccupi delle conseguenze clinico assistenziali che potrebbero ricadere sul paziente, e di quelle medico legai a cui i medici vengono esposti, visto che si trovano a lavorare in un contesto non conosciuto e senza adeguato inserimento».
La Cgil chiede quindi «l’immediata assunzione a tempo indeterminato del personale medico necessario a coprire le carenze di organico, e la messa in atto di una programmazione sanitaria adeguata, in grado di rispondere in termini qualitativi ai bisogni di salute dei territori». —
Tiziana Gori
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