Sicurezza
Ristoratori, Stefani lascia la presidenza
Il responsabile annuncia le dimissioni: troppe incomprensioni con i vertici di Confcommercio, anche sul caso Manifattura
Barbara Antoni
LUCCA. Terremoto in Palazzo Sani, quartier generale di Confcommercio Lucca: Benedetto Stefani, presidente di Fipe, la categoria dei ristoratori, va verso le dimissioni (un anno prima della scadenza del mandato), le cui cause sarebbero da ricondurre a incomprensioni e forti divergenze di vedute (non ultimo sulla posizione verso il progetto per la Manifattura sud) con il presidente dell’associazione, Rodolfo Pasquini.
Sulla risoluzione dell’incarico di Stefani (che comunque rimarrebbe nel consiglio dell’associazione) – a detta di Confcommercio, interpellata dal Tirreno alle 16,30 di giovedì 15 aprile – mancano ancora gli atti ufficiali: non risulterebbe una dichiarazione scritta del presidente di categoria dimissionario. Ma della sua volontà tutti sono consapevoli e il diretto interessato, sentito dal Tirreno, non smentisce, ma preferisce rinviare «alla seconda puntata», sono le sue parole, commenti e spiegazioni sulla sua decisione.
In un periodo così delicato – dalle conseguenze economiche della pandemia allo scontro politico in atto a Lucca sul progetto di trasformazione della Manifattura sud – le dimissioni di Stefani assumono un peso specifico.
Ristoratore (titolare dell’Antica Trattoria Stefani a San Lorenzo a Vaccoli), Stefani è uno storico componente di Confcommercio Lucca e non più tardi dell’anno scorso non ha fatto mistero di essere accarezzato dall’idea di candidarsi alla successione di Ademaro Cordoni alla presidenza dell’associazione commercianti: ruolo poi conquistato da Pasquini, già direttore dell’associazione, passato da questo incarico a quello di presidente.
Tra Pasquini e Stefani sembra non essere mai corso buon sangue, ancora meno adesso. E qui entra in ballo il progetto di Coima, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio, per la riqualificazione del complesso della Manifattura Sud, che dovrebbe diventare sede degli uffici di Tagetik, di parcheggi e ospitare anche una quantità di fondi commerciali di varie dimensioni. Verso questo progetto, Confcommercio, per voce dei suoi vertici, si è mostrata favorevole.
«Abbiamo sempre scritto che siamo favorevoli alla riqualificazione della Manifattura sud, qualunque sia il progetto, e al momento non ne vediamo altri – sottolinea Pasquini –. Daremo un giudizio sul progetto quando sarà già stato approvare dall’amministrazione. Quello che abbiamo detto noi finora in proposito non significa dare il nostro via libera». Stefani invece non vedrebbe per niente di buon occhio il piano di rigenerazione urbana della società milanese Coima, perché porterebbe ulteriore caos nel commercio lucchese: per lui la posizione della sua associazione è incondivisibile.
Ma questa incomprensione sarebbe l’ennesima. In un messaggio circolato, Stefani spiega che le sue dimissioni da presidente dei ristoratori della Fipe Confcommercio nascono dalla «mancata condivisione e trasparenza, ancorché inadeguatezza delle relazioni e dei ruoli da me presieduti nell’associazione da tempi ormai lontani», e rincara aggiungendo che ogni iniziativa proposta dal sua sindacato sarebbe stata ostacolata.
Il confronto dovrà arrivare a breve. «Stefani ha mandato un messaggio in chat dicendo che il suo caso deve essere discusso nel consiglio direttivo di Fipe», spiega la direttrice di Confcommercio Sara Giovannini. —
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