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“Arte Alfabeto Universale” è la mostra che riapre la stagione degli eventi

Rossella Lucchesi
“Arte Alfabeto Universale” è la mostra che riapre la stagione degli eventi

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Rossella Lucchesi

lucca. Con la mostra antologica “Arte Alfabeto Universale” dedicata all’artista ivoriano Frédéric Bruly Bouabré, uno degli autori più rappresentativi del panorama culturale del Secondo dopoguerra, scomparso nel 2014 a 91 anni, ieri si sono riaperte le porte del Palazzo delle esposizioni di Lucca, dopo un anno di chiusura dovuta all’emergenza sanitaria. Non c’è stata un’inaugurazione. I provvedimenti ministeriali anti Covid non lo consentono. Solo un’anteprima per la stampa e gli addetti ai lavori, emozionati di tornare a partecipare dal vivo a un evento, in cui è possibile confrontarsi e “toccare con mano” il tema in questione. «Un messaggio di speranza per un ritorno alla normalità che speriamo non sia così lontano, anche perché abbiamo in cantiere tante idee che vorremmo condividere con Lucca, i suoi cittadini e gli ospiti stranieri che mi auguro possano tornare presto», esordisce Oriano Landucci, presidente della fondazione Banca del Monte che organizza l’iniziativa con la fondazione Lucca Sviluppo, il patrocinio della Regione e dell’ambasciata della Costa d’Avorio in Italia e la collaborazione della fondazione Alighiero e Boetti.

“Arte Alfabeto Universale” è un’esposizione ricca di significati umanitari e spirituali che racchiude settant’anni di cultura artistica dell’autore, raccontata in oltre 500 opere di dimensioni diverse, realizzate su cartone con matite colorate e penna biro, provenienti da collezioni private e dalla famiglia dell’autore. Opere che descrivono accurate osservazioni sull’esistente e documentano le varie fasi tematiche del lavoro del pittore, tra cui risalta un rarissimo dipinto a olio su tela. Un viaggio straordinario nell’arte africana, documentato anche da manoscritti originali e ricerche antropologiche dell’artista, tra cui spicca un insolito alfabeto che Bouabré aveva realizzato manualmente per insegnare a leggere alle popolazioni più remote dell’Africa. Nutrita la mole di foto storiche, saggi, testi poetici ed epistolari e documenti autografi, gran parte dei quali esposti al pubblico per la prima volta. «L’esposizione - spiega il sindaco Alessandro Tambellini - rivela i caratteri umani e spirituali che uniscono le popolazioni della Terra ed evidenzia l’importanza del linguaggio universale che l’arte è capace di esprimere». Durante la presentazione, dalla Costa d’Avorio è intervenuto il figlio di Bouabré per ringraziare Lucca, gli organizzatori della mostra e le istituzioni che hanno promosso la mostra, curata da Alessandro Romanini che si estende sui tre piani del palazzo di piazza San Martino. Tra i presenti Jean Ghislain N’Gbichi, ministro consigliere dell’ambasciata della Costa d’Avorio che ha letto il messaggio dell’ambasciatore della Repubblica della Costa d’Avorio, Sem Samuel Ouattara. Per tutto aprile la mostra sarà fruibile con visite guidate online che verranno comunicate sul sito della fondazione. Si prosegue fino al 13 giugno, sperando di poter ammirare le opere di persona. —

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