Sicurezza
Non si trovano specialisti per la Cardiologia dell’ospedale Santa Croce
castelnuovo. Non si trovano, o comunque non si mantengono nel tempo, specialisti per la Cardiologia dell’ospedale Santa Croce.
L’Asl Toscana Nord Ovest non nega la difficoltà attuale, segnalata ieri attraverso le pagine del Tirreno, dalla Uil Funzione pubblica Medici. A Castelnuovo il lavoro in Cardiologia è estremamente complesso e faticoso. Pochi medici per la gestione del reparto, ma l’Azienda nega di non voler risolvere il problema. Sostiene di aver attinto a tutte le graduatorie senza trovare medici disponibili a venire a lavorare al Santa Croce.
«In merito al recente intervento della Uil Medici sulla situazione dei servizi cardiologici in Valle del Serchio – afferma l’Asl in una nota affidata al suo ufficio stampa – la direzione Asl ribadisce che la carenza sul territorio nazionale dei medici specialisti, in particolare cardiologi, ha originato problematiche nella gestione delle attività programmate nella zona Valle del Serchio, dove ancor di più che in altre zone è difficile mantenere un costante numero di specialisti per le continue mobilità».
«Negli ultimi mesi – prosegue l’Asl – sono state vagliate tutte le possibilità per la sostituzione del personale mancante, utilizzando tutte le graduatorie in essere per assunzioni a tempo indeterminato, determinato e in specialistica ambulatoriale e tutti gli istituti contrattuali possibili, sempre con esito negativo. È stato quindi necessario da parte del direttore del dipartimento medico aziendale garantire le ore necessarie, al momento, attraverso i professionisti delle Cardiologie di Massa, Lucca, Livorno, Pontedera e Viareggio. È stata ipotizzata anche una soluzione organizzativa alternativa, per la quale sono in corso i necessari approfondimenti. L’azienda sanitaria continua comunque a lavorare, attraverso tutte le vie percorribili, per potenziare l’organico della Cardiologia della Valle del Serchio».
La Uil è comunque fortemente critica nei confronti dell’Asl Toscana Nordi Ovest. «Non applica gli istituti contrattuali previsti per legge e con i quali “acquistare” ore al di fuori dell’orario istituzionale tali da far fronte alla situazione emergenziale. Con soli tre medici invece di sei la situazione può collassare da un momento all’altro, ed è una gestione che rischia di compromettere la qualità della prestazione e la salute degli stessi dipendenti», dice il sindacato. —
Tiziana Gori
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