Sicurezza
Abusi sessuali su minore, domestico nei guai
Studentessa delle medie accusa l’uomo che lavorava alle dipendenze della sua famiglia di averla molestata in casa
LUCCA. Un’accusa infamante: aver molestato sessualmente la figlia minorenne dell’imprenditore per cui lavorava come domestico. Nei guai è finito un uomo di origine asiatica, che era al servizio di una famiglia della Lucchesia e che, dopo l’episodio contestato, è stato licenziato.
È accusato di violenza sessuale nell’ipotesi più lieve e il processo – di fronte al giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri – è stato rinviato in attesa delle trascrizioni nella lingua originaria dell’indagato. Perché la formulazione dell’imputazione e la documentazione allegata è stata scritta soltanto in lingua italiana e spesso le parole tradotte in altra lingua possono cambiare il significato stesso dell’ipotesi di reato.
Una vicenda che risale in pieno lockdown: aprile 2020. E che viene alla luce sulla base del racconto della studentessa di età inferiore ai quattordici anni che si confida con i genitori.
In sostanza la ragazzina che frequenta le scuole medie ed è già stata ascoltata in incidente probatorio – alla presenza di consulenti di parte e quindi formando una prova non più ripetibile e utilizzabile direttamente in un eventuale processo – è stata giudicata attendibile confermando l’intera vicenda e accusando il domestico di averla toccata e palpata nelle parti intime. Lo avrebbe fatto in una sola circostanza e mentre i genitori si trovavano in casa in un’altra ala dell’edificio. Padre e madre non si sarebbero accorti di nulla e sarebbero venuti a conoscenza dell’episodio nei giorni successivi direttamente dalle parole della figlia sotto choc per l’accaduto.
Il domestico, che ha sempre lavorato al servizio di industriali e imprenditori, sino a quando non è stato accusato dalla ragazzina e licenziato in tronco dai suoi datori di lavoro, viveva in una dépendance vicino alla villetta dove l’uomo prestava servizio da alcuni anni. E, sino a quel momento, non aveva mai dato adito a comportamenti sospetti in ambito alla sfera sessuale. Lui, peraltro, si professa innocente.
Sostiene che non sono non ha commesso il fatto, ma non gli è nemmeno passato per l’anticamera del cervello lasciarsi andare a comportamenti libidinosi nei confronti della ragazzina. La traduzione degli atti del fascicolo avverrà prima dell’estate e a quel punto il giudice deciderà o meno se rinviare a giudizio il domestico asiatico. —
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