Proteste
Il dottor Centoni «Immunità di gregge? Difficile dare tempi»
Gian Ugo Berti
LUCCA. Dal lutto, alla solitudine della malattia, ai disagi personali e familiari. Un anno fa, questa era la situazione sanitaria, con drammatici interrogativi «Ci rivedremo?», «Tornerò mai a casa?». Poi, con alti e bassi, qualcosa è cambiato, ma la situazione è ancora critica. Lo spiega Tommaso Centoni, medico di base a Lucca. La vaccinazione coinvolge attualmente gli ultraottantenni, ma la disponibilità del prodotto varia di continuo e previsioni non se ne possono fare circa l’immunità di gregge. L’auspicio è che non si giunga alla quarta ondata, prevista a fine anno». Occorre, però, l’impegno di tutti, cittadini e istituzioni.
Quale aggettivo userebbe per indicare l’andamento della pandemia nel suo territorio?
«L’andamento ha rispecchiato abbastanza quello del resto del Paese: nella primavera 2020, non avendo facile accesso ai test diagnostici, abbiamo avuto notizia soltanto dei casi diagnosticati in ospedale o dei deceduti. Per tutte le persone che ci contattavano con sintomatologia compatibile ma lieve o moderata, abbiamo potuto solo sospettare la diagnosi di Covid e abbiamo faticato a persuaderle ad adottare le misure di distanziamento ben oltre la guarigione clinica. Poi c’è stato un periodo di sostanziale scomparsa del problema che si è invece ripresentato prepotentemente da settembre in poi. Dopo il calo dei contagi seguito alle restrizioni di novembre e dicembre ora stiamo osservando un nuovo incremento».
Lei è vaccinato?
«Sì, mi sono vaccinato appena ne ho avuto la possibilità ai primi di gennaio e questo mi sta permettendo di lavorare con maggior serenità».
Immunità di gregge raggiunta entro l'estate come preannunciato?
«Attualmente la campagna vaccinale ha senz’altro subito un’accelerazione, ma non so quando raggiungeremo un’immunità di gregge. Esiste una grande variabilità regionale delle strategie adottate: nella mia esperienza, per quanto riguarda le vaccinazioni degli “over-ottanta”, affidata in Toscana ai medici di famiglia, il numero delle dosi disponibili varia da settimana a settimana. Inoltre l’attività vaccinale va conciliata con tutte le altre (tamponi rapidi, visite ambulatoriali e domiciliari, gestione dei pazienti Covid a domicilio e consultazioni telefoniche) e non è facile presumere quando avrò finito di somministrare tutte le dosi». —
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