Il Tirreno

Lucca

lo psichiatra 

«Passi da fare verso il rispetto per le donne»

Barbara Antoni LUCCA. ;
«Passi da fare verso il rispetto per le donne»

L’analisi del professor Pietrini «La violenza nasce dalla volontà di prevaricare Vanno rivisti i modi  in cui educhiamo i nostri figli» 

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«La violenza sulle donne nasce dalla volontà di prevaricazione. Ci sono ancora grossi passi da fare nel rispetto per le donne».

È questo il punto di partenza della riflessione del professor Pietro Pietrini, psichiatra e neuroscienziato, direttore della Scuola Imt Alti Studi di Lucca, in merito al caso della violenza subita da una ragazza minorenne della Lucchesia durante una festa tra giovani avvenuta negli ultimi fine settimana in un’abitazione. Un fatto tragico e inaccettabile, su cui è stata avviata un’indagine che non vede al momento indagati con nome e cognome. Gli inquirenti avrebbero individuato due ragazzi maggiorenni presenti alla festa, uno dei quali sarebbe già stato ascoltato dai carabinieri. «Il cammino verso il rispetto della donna è ancora incompleto – aggiunge Pietrini –. L’educazione che viene impartita ai figli maschi e alle figlie femmine continua a esprimere messaggi che i comportamenti non sono gli stessi. A una ragazzo di quattordici anni si può permettere di uscire la sera e le sue prime avventure sono viste come una sua affermazione. La stessa avventura attribuita a una ragazza della stessa età può essere vista come segnale che non è una ragazza perbene. È lì che bisogna agire per cambiare la mentalità – aggiunge Pietrini –. Nel modo in cui educhiamo i nostri figli ci sono aspetti che vanno rivisti. La violenza non può mai essere giustificata, nemmeno può esserlo un comportamento ossessivo di gelosia. Il malato di gelosia non è un innamorato ma uno psicotico». Durante la pandemia, in generale, «si è registrato un aumento di disturbi nei giovani: l’onda d’urto nei loro confronti è stata molto forte. Nella pandemia, gli anziani sono quelli che muoiono, i giovani sono privati della possibilità di stare con gli altri e condividere con loro i propri dubbi, incertezze, debolezze».

«La pandemia ha fatto danni gravi, ha introdotto una repressione dei comportamenti e aumentato le difficoltà relazionali – sottolinea ancora il professor Pietrini –. Ma nessuno di questi problemi rappresenta in alcun modo una giustificazione della violenza». —



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