La manifestazione
«La cliente ha chiesto 500 euro e non 6.000»
LUCCA. L’avvocato Alberta Cagnacci, in rappresentanza e su richiesta di Graziella Sironi, 55 anni, lucchese, ex dipendente della Prefettura, che patteggiò tre anni di reclusione per casi di truffa e induzione indebita a dare o promettere utilità (reato introdotto nel novembre del 2012 che sostituisce l’originaria ipotesi di concussione per induzione) preannunciando il ricorso in Appello per la sua assistita condannata al risarcimento del danno da 88. 873 a 65. 676 euro, interviene per precisare meglio il contenuto dell’articolo pubblicato dal nostro quotidiano il 2 aprile scorso: «Per quanto riguarda l’automobilista, a rischio di ritiro della patente perché in compagnia di soggetto in possesso di stupefacente, la procura di Lucca mai ha contestato alla mia cliente di aver preso oltre seimila euro, ma di aver richiesto cinquecento euro. Per quanto riguarda l’odontoiatra che chiedeva di far entrare in Italia una cittadina Ucraina, nella contestazione si legge che diecimila euro sono stati dati al Cutuli e i lavori di odontoiatria sono stati fatti a quest’ultimo, tanto che la signora, ai fini del patteggiamento non ha dato nessun risarcimento all’odontoiatra e analogo dicasi per quanto riguarda la cittadina albanese. Avevo letto deformazioni della contestazione nell’invito a comparire della procura generale presso la Corte dei Conti, e forse da qui nasce l’equivoco. È vero anche che la Corte dei Conti ha ridotto gli importi richiesti. È altresì vero che la signora impugnerà la sentenza». —
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