Gioco
Sfruttavano i lavoratori extracomunitari: un euro l'ora per lavorare nei campi
Marito e moglie denunciati dai carabinieri del Comando provinciale di Lucca
ALTOPASCIO. I carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro di Lucca e della Stazione di Altopascio hanno denunciato marito e moglie, entrambi di 45 anni, per “intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori” e “impiego di lavoratori privi del permesso di soggiorno”, in aggiunta agli illeciti amministrativi legati alla violazione delle basilari norme sulla sicurezza. I reati contestati sono stati commessi dal mese di aprile a quello di settembre 2020, nel contesto dell’attività di coltivazione e raccolta di ortaggi per una società di proprietà della donna, con sede legale a Capannori.
L’operazione è stata avviata a seguito di un normale intervento, eseguito, dai militari della Stazione di Altopascio nel dicembre scorso, per una lite all’interno di un esercizio pubblico, presso il quale il datore di lavoro ed un dipendente si erano dati appuntamento per definire e corrispondere al lavoratore quanto pattuito in precedenza. Il mancato buon esito del confronto, con il seguente intervento dei militari, ha consentito di focalizzare l’attenzione dei carabinieri sull’attività della quale la donna, di nazionalità albanese, risulta legale rappresentante e che gestisce con la collaborazione del marito.
Il successivo meticoloso lavoro dei militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lucca ha consentito di portare alla luce uno scenario nel quale la coppia, approfittando dello stato di necessità di alcuni lavoratori stranieri, non ha esitato, per tutta la stagione estiva del 2020, a far lavorare gli stessi nei campi sino a 10 ore al giorno, pagandoli poco più di un euro l’ora, con l’allettante promessa, mai mantenuta, di avere presto un contratto di lavoro che avrebbe consentito loro il diritto alla permanenza sul territorio nazionale.
Tra gli elementi raccolti dai carabinieri, oltre alle dichiarazioni testimoniali di tre lavoratori nigeriani, uno dei quali peraltro sprovvisto di permesso di soggiorno, anche le conversazioni whatsapp tra i lavoratori e la donna, con le indicazioni da questa fornite sui lavori da portare a termine. Nel corso dell’attività, parallelamente alle responsabilità di natura penale, sono state elevate sanzioni amministrative per circa 28.000 euro. È stata interessata anche l’Inps per il recupero circa 16.000 euro di contributi evasi.
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