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Lucca

Anziani vaccinati anche a Campo di Marte L’Asl va in soccorso dei medici di famiglia

Gianni Parrini
Anziani vaccinati anche a Campo di Marte L’Asl va in soccorso dei medici di famiglia

Astrazeneca, sono 8.000 i cittadini che hanno ricevuto la prima dose. Rossi: «Stesso prodotto anche per la seconda»

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Lucca. Anziani vaccinati a Campo di Marte nel weekend e “caso Astrazeneca”. Sono questi i due argomenti che scuotono la campagna vaccinale. A fare il punto della situazione è il dottor Luigi Rossi, direttore della zona distretto Piana di Lucca. Si parte con la questione Astrazeneca: l’Ema (l’Agenzia europea per il farmaco) ha lasciato campo libero agli Stati sull’utilizzo ottimale del prodotto, che in Italia è raccomandato per le persone con più di 60 anni. «Aspettiamo di avere indicazioni precise dall’Aifa, ma per il momento non cambia niente – spiega Rossi –. Nel nostro territorio sono 8. 000 le persone che hanno già ricevuto la prima dose di Astrazeneca. Se non ci sono state reazioni avverse – cosa che a noi non risulta – potranno fare tranquillamente anche la seconda. Questa al momento è l’indicazione di massima». Sempre in tema Astrazeneca c’è la questione dei ritardi nelle forniture. «Le dosi disponibili sono esaurite e stiamo aspettando che arrivano i nuovi quantitativi – spiega Rossi – Mercoledì abbiamo completato gli appuntamenti presi per i nati dal’41 al’51, le forze dell’ordine e il personale della scuola e dell’università». È chiaro che la carenza di materia prima ha ridotto l’attività nel centro vaccinale allestito a Campo di Marte: «Dei sette-otto ambulatori solitamente attivi stamani ne avevamo solo due operativi – spiega Rossi – Li abbiamo utilizzati per i richiami dei soggetti ultrafragili che tre settimane fa hanno avuto la prima dose di Moderna. Venerdì, sabato e domenica, invece, ci sono i nuovi appuntamenti sempre dedicati a questa categoria. Contemporaneamente, al San Luca vengono vaccinati coloro tra gli ultra fragili che la Regione ha ritenuto opportuno far chiamare direttamente dai centri specialistici (malati oncologici, cardiopatici, gran parte dei diabetici, gli immunodepressi e anche alcuni fra i trapiantati).

Fin quando non arriveranno quantità di vaccini superiori a quelle viste finora, sarà inutile persino pensare a un hub più grande, come il Polo fiere: qui si potrebbero allestire dalle 14 alle 20 linee vaccinali, ma con i rifornimenti attuali i 7-8 ambulatori del Campo di Marte sono più che sufficienti. Una svolta potrebbe arrivare a fine mese con il tanto atteso quarto vaccino contro il Covid, quello prodotto da Johnson&Johnson che ha anche il vantaggio di essere monodose.

Nell’attesa, visto che le attività a Campo di Marte sono ridotte, l’azienda sanitaria scende in campo per dare una mano ai medici di famiglia impegnati nella vaccinazione degli ultraottantenni. «Già da oggi – spiega Rossi – abbiamo impiegato sei squadre per vaccinare a domicilio gli over 80 che non possono spostarsi da casa. Ne abbiamo fatti una sessantina». Non finisce qui: la Regione ha chiesto alle aziende sanitarie di farsi carico di una quota di over 80 in carico ai medici di famiglia, vaccinandoli direttamente negli hub durante il fine settimana. «Ne abbiamo parlato questa mattina in una riunione tecnica – spiega Rossi –. Molti medici hanno detto di voler fare da soli, altri invece si sono detti disponibili a raccogliere il nostro invito dandoci una quota dei loro assistiti ultraottantenni. Altri ancora hanno chiesto di poter venire a vaccinare a Campo di Marte. L’idea è che siano i medici a contattare gli assistiti per i quali non hanno ancora programmato l’appuntamento, prospettandogli la possibilità di vaccinarsi a Campo di Marte. Ma ripeto al momento non c’è niente di definito». Oggi se ne saprà di più. Certo è che quello di Pfizer è l’unico vaccino disponibile e pertanto si punta a utilizzarlo anche per dar modo alla Regione di colmare il ritardo (la Toscana era ultima in Italia) nell’immunizzazione degli ultraottantenni. L’obiettivo è quello di somministrare almeno una dose a tutti gli over 80 entro il 25 aprile, ma senza l’aiuto dell’Asl è difficile che i medici di famiglia possano farcela entro quella data. –

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