Sicurezza
Nasce a Capannori la vetrina dei prodotti Rifiuti Zero
Dalle scarpe realizzate senza usare sostanze inquinanti ai funghi che nascono riutilizzando i fondi di caffé Tante idee per non inquinare
CAPANNORI. Tanti prodotti e oggetti, dalla mascherina alle scarpe, si possono produrre riducendo il consumo di plastica. Il Centro di ricerca Rifiuti zero di Capannori, insieme a Zero waste Italy, Famiglie rifiuti zero di Capannori e all’associazione ambiente e futuro dell’osservatorio Marisan, ha creato una vetrina di prodotti ecologici, nel più alto significato del termine.
A presentarla Rossano Ercolini, vincitore del Goldman environmental prize 2013 e presidente di Zero Waste Europe: «Si tratta di una vetrina dei prodotti che abbiamo definito “rifiuti zero”, partendo da un’analisi di quei rifiuti che, nonostante un’ottima raccolta differenziata, finiscono nell’indifferenziato».
Ercolini con il suo staff periodicamente va ad aprire, a campione, i sacchi grigi dell’indefferenziato: «Analizzando questi rifiuti troviamo errori di conferimento. Per fare un esempio la buccia di banana non messa nell’organico. Adesso, insieme alle aziende che hanno aderito alla strategia rifiuti zero, abbiamo individuato una serie di prodotti che si possono fare con altri materiali meno inquinanti. Partendo dalla responsabilità e sensibilità dei produttori. Un prodotto che non è né riciclabile né compostabile rappresenta un errore di progettazione, con costi per la collettività in termini ambentali ed economici. L’obiettivo è non produrre rifiuti, ma beni durevoli che siano riparabili e riutilizzabili».
Nasce anche da qui la vetrina dei prodotti Rifiuti Zero che comprende oggetti che fanno bene all’ambiente, in modi diversi: perché realizzati senza pratiche ambientali impattanti o addirittura riutilizzando materiali altrimenti destinati alla discarica, o perché si tratta di prodotti che a fine vita sono riciclabili o biodegradabili, o perché addirittura si tratta di strumenti che possono aiutare a migliorare l’ambiente. Oppure perché uniscono insieme una o più di queste caratteristiche. In questa vetrina, che può essere visitata con un clic (al sito www.prodottirifiutizero.it), si possono trovare infatti le scarpe lavorate senza utilizzare sostanze inquinanti, prodotti alimentari e prodotti di cosmesi, il gioiello vivente Minì, le mascherine che non vanno gettate perché lavabili, le stoviglie che una volta usate possono andare nella compostiera, oppure i pallet realizzati riutilizzando i prodotti di scarto della lavorazione della carta, assai difficili da smaltire. Tanti poi i prodotti per l’agricoltura: come i vasi apparentemente in plastica ma biodegradabili o i mini vasettini per il semenzaio, ma anche i teli biologici per la pacciamatura e le scatole per la produzione di funghi pleurotus riutilizzando i fondi del caffè.
Ma non mancano anche strumenti attivi per l’ambiente, come l’aspiramozziconi o, destinato sempre ai fumatori, il sacchetto per la raccolta delle cicche di sigaretta. —
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