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Anni di promesse per via Ducale Ma le frane restano

Emanuela Ambrogi
Anni di promesse per via Ducale Ma le frane restano

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Emanuela Ambrogi

bagni di lucca. «Siamo stanchi di essere presi in giro. Da quando è stata fatta la festa per i 200 anni della via Ducale, 22 luglio 2019, non è stato fatto alcun lavoro».

Torna sul piede di guerra Anna Maria Togneri, 72 anni, a capo del comitato in difesa della via Ducale. Le ondate di maltempo e neve di gennaio e febbraio hanno creato danni ed enormi difficoltà per i servizi di telefonia ed elettricità, con una gran quantità di alberi caduti e pericolanti sulle linee e incombenti sulla strada, provinciale, quasi tutta sterrata. Percorrerla è sempre stato un rischio, ma ora è davvero alto il pericolo di finire in un crepaccio. Togneri, che abita in località Le Valli, fa presente che, a quasi tre anni dal giorno delle promesse fatte davanti a oltre 200 persone dal presidente della Provincia, Luca Menesini, niente è stato fatto. Anche se, ricordano i partecipanti a quella assemblea, nel 2018, il presidente aveva assicurato di “metterci la faccia” sull’intervento di messa in sicurezza.

La strada provinciale 56, nota come via Ducale Maria Luisa di Borbone, da Tereglio porta a Foce a Giovo a oltre 1. 700 metri di altezza, e collega le province di Lucca e Modena. In questo tratto di strada si trovano il bivio per Tereglio e Orrido di Botri, importantissima oasi naturale, oltre attività pubbliche quali i rifugi il Mercatello e Casentini, oltre al ristorante “Il nido dell’aquila”. Ma ci sono anche una decina di abitanti stabili e una quarantina di abitazioni, tra abitate e di villeggiatura. «Siamo dimenticati da tutti, Provincia in prima linea – dice Togneri –. E pensare che la strada fosse tenuta come si deve, con un buon collegamento con la parte che porta Fiumalbo, qui ci potrebbe passare anche il Giro d’Italia».

La strada deve essere ancora liberata dalle piante pericolanti che si trovano vicine ai bordi. Ci sono poi le chiaviche e le zanelle da pulire, oltre a mucchi di terra che ostruiscono in molti casi il regolare andamento. E tante buche e avvallamenti che mettono a repentaglio anche chi arriva con le jeep. «Gli unici lavori visti sono stati quelli da parte della Telecom – prosegue Togneri – Enel ha fatto pochi interventi. Sono state tagliate alcune piante che potevano cadere sui fili, ma i fili vanno schermati, ricoperti, invece restano all’aperto. Così non va bene, il lavoro deve essere finito, soprattutto nella parte di Ponte a Gaio. Anche i fili nella zona che dalla vecchia Fegana arriva qua devono essere sistemati. Siamo messi tutti male, anche le persone nella zona Casentini. Prima di arrivare a Foce a Giovo è stata messa una transenna, ora non si passa più. Eppure là c’è un’abitazione raggiungibile solo a piedi. E non dimentichiamo che ci sono due frane da sistemare».

Tanti i sentieri che potrebbero essere puliti per dare modo ai turisti di passare. Nell’area ci sono tra l’altro l’Orrido di Botri, una azienda agricola e un ristorante. Gestiti da gente che paga le tasse, ma rimasta senza clientela. Le restrizioni per il Covid sono state solo l’ultima mazzata. «Quando a gennaio c’è stato il maltempo, con la neve, la pulizia delle strade è stata fatta dalla Unione dei Comuni e dalla Protezione civile – continua Togneri –, ma gli altri enti? ».

Nella zona delle Valli dove abita Togneri ci sono altre sette abitazioni. I residenti dicono che la strada è stata solo rattoppata e che nel mese di gennaio con lo spalaneve non ci sono stati grossi problemi. Il rischio delle piante pericolanti rimane e i lavori assicurati non hanno visto la luce. Le 70 persone del comitato che si danno tanto da fare per l’organizzazione di feste, fiere e ritrovi, sono stanche, deluse e aspettano una risposta. «La responsabilità – conclude Togneri – viene addossata sui Comuni di Coreglia Antelminelli e Bagni di Lucca, ma non è così. Le promesse sono state fatte dalla Provincia, che ha la competenza sulla strada». –

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