I confratelli della Misericorda ricordano Valdemaro Panzani, vittima del Covid
Hanno rappresentato le stazioni della Via Crucis e portato in Duomo il crocifisso che l’ex vice governatore aveva aiutato a realizzare
Venerdì Santo in ricordo di Valdemaro Panzani, ultima vittima del Covid nel capoluogo. Infatti, dodici volontari della Misericordia di Castelnuovo, di cui Valdemaro è stato vice governatore, hanno rappresentato simbolicamente le stazioni della Via Crucis e hanno trasportato nel Duomo cittadino il crocifisso della Misercordia, che proprio Valdemaro aveva aiutato a realizzare. I confratelli della Misericordia si sono trovati dunque a Castelnuovo, tutti in divisa, per omaggiare Valdemaro e l’intesa popolazione in questo anno così difficile a causa del Coronavirus. Oggi, giorno di Pasqua, la messa delle ore 11 in Duomo sarà celebrata dall’arcivescovo, monsignor Paolo Giulietti. Nelle 12 stazioni di sosta, è stata posizionata una rosa rossa. Presenti numerosi confratelli della Misericordia, suor Justine della congregazione Ancelle del Bambin Gesù, don Angelo Pioli, parroco di Castelnuovo, e don Alex Martinelli.
«La cerimonia ha avuto per noi un significato molto profondo – spiega Mauro Giannotti, governatore della Misericordia di Castelnuovo – Tutti viviamo un periodo di sofferenza e così abbiamo voluto dimostrare la partecipazione del popolo alla sofferenza di Gesù Cristo. Purtroppo, anche la nostra zona ha pagato il suo tributo a questa pandemia con tante vittime, ultima delle quali il nostro confratello Valdemaro che se ne è andato a soli 53 anni. Ogni giorno il bollettino della pandemia ci impressiona, ogni giorno pensiamo che dietro a quei freddi numeri ci sono tante persone come abbiamo vissuto sulla nostra pelle anche in Garfagnana con molti che si sono arresi alla malattia. Siamo fragili, ma la rosa purpurea che abbiamo lasciato in Duomo, sarà rimossa perché verrà il momento della Resurrezione – conclude Giannotti – Questo è l’augurio migliore per tutta la comunità di Castelnuovo e della Garfagnana. La Pasqua rappresenti quest’anno, ancor di più degli anni scorsi, una resurrezione dopo tutte le sofferenze che siamo stati costretti a passare».
Oggi le messe in Duomo saranno quattro: la prima alle 8 del mattino, poi alle 9,30, quindi alle 11, presieduta dall’arcivescovo, e l’ultima alle 18. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google