Trasporti
«Dalla Regione un intervento poco elegante»
Luigi Spinosi
COREGLIA ANTELMINELLI. È piccolo ( già il suo nome dice molto) ma quel corso d’acqua di fastidi ne ha creati parecchi nel corso del tempo, sia diretti, come fonte di pericolo, sia indiretti, in quanto freno allo sviluppo industriale e di conseguenza occupazionale. Ora però il Rio Secco (così si chiama il torrentello incriminato) sarà deviato, con un intervento per la riduzione del rischio idraulico che sarà fatto – primo caso del genere in Toscana – a carico di un privato. E il privato è proprio quell’azienda che finora era rimasta frenata nel suo sviluppo in loco da quel fiume.
Un intervento da 740mila euro, una bella cifra, ma che in realtà rappresenta solo una piccola parte dell’investimento complessivo del gruppo Industrie Cartarie Tronchetti sul proprio stabilimento di Pian di Coreglia a Coreglia Antelminelli. Un investimento da 50 milioni di euro, per creare la struttura più grande d’Italia del gruppo (che conta impianti, oltre che nella vicina Borgo a Mozzano e nel resto d’Italia, in Francia, Polonia, Germania e Spagna).
Una crescita che non sarà solo nelle dimensioni fisiche (da 100mila a 150mila metri quadri), ma anche in tutto ciò che ne consegue, a partire dall’aspetto pianta organica. Attualmente lo stabilimento di Pian di Coreglia occupa 240 persone, a intervento ultimato dovrebbero diventare circa 400, in parte provenienti dalle altre aziende che Ict ha sul territorio, ma in parte frutto anche di nuove assunzioni (stime ufficiose parlano di 30-40 nuovi ingressi). Dall’azienda, che abbiamo provato a contattare, nessun commento, ma la conferma della volontà delle Industrie Cartarie Tronchetti di volersi espandere è nel via libera arrivato dalla Regione all’intervento della stessa azienda sul Rio Secco.
«È una cosa che la proprietà aveva già pensato undici anni fa – spiega il sindaco di Coreglia Antelminelli Marco Remaschi, all’epoca consigliere regionale e consigliere comunale – c’era questa volontà di potenziare il sito di Pian di Coreglia. Il progetto si era poi fermato, con l’azienda che aveva intrapreso altri investimenti nei suoi impianti all’estero. Adesso però c’è questa intenzione di intervenire qui, di fare la sede di riferimento per gli altri stabilimenti italiani. Ma l’unico spazio disponibile per potersi espandere è quello in direzione di Ghivizzano. Però lì c’è questo problema rappresentato dal Rio Secco, che in effetti in gran parte dell’anno è solo un rigagnolo. Però, a dispetto del suo nome, qualche volta diventa molto pericoloso. L’ultima solo pochi mesi fa: a gennaio ho dovuto firmare un’ordinanza di sgombero per tre famiglie, proprio perché erano minacciate dal quel torrente. Per poter realizzare l’ampliamento è necessario deviare il corso del Rio Secco, e intervenire su quel corso d’acqua significa anche eliminare una fonte di pericolo, migliorando il discorso del rischio idraulico».
Il gruppo Industrie Cartarie Tronchetti, specializzato nella produzione di Tissue (è proprietario del celebre marchio Foxy) adesso vuol creare a Coreglia uno stabilimento in grado di seguire l’intero processo di produzione, dalla cellullosa al tovagliolo. E quello per la sua costruzione è un di un intervento destinato a partire in tempi rapidi: «I lavori inizieranno nell’arco di una decina di mesi – aggiunge il sindaco di Coreglia – quindi tra la fine di quest’anno e i primi due mesi del prossimo. Ci terrei tanto a vedere quest’intervento completato prima della fine del mio mandato». —
Altro servizio a pag. 11
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