Sicurezza
Dipendente infedele, ridotto il risarcimento in favore del Ministero
LUCCA. Da 88.873 a 65.676 euro. Una riduzione del risarcimento del danno in favore del Ministero dell’Interno di oltre 23mila euro per Graziella Sironi, 55 anni, lucchese, ex dipendente della Prefettura sottoposta a licenziamento senza preavviso in seguito al patteggiamento della pena a 3 anni per tre casi di truffa e altrettanti di induzione indebita a dare o promettere utilità (reato introdotto nel novembre del 2012 che sostituisce l’originaria ipotesi di concussione per induzione). Sentenza emessa dal giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri alla presenza del pm Elena Leone con un risarcimento in sede penale di 12mila euro per le parti civili. La donna, approfittando del suo impiego all’interno della Prefettura e con la complicità dell’agente di polizia Amedeo Cutuli (la sua posizione è stralciata e nei suoi confronti è in corso un processo), avrebbe fatto crede a chi si trovava di fronte di avere maggiore libertà d’azione e importanza di quella effettivamente ricoperta mostrandosi disposta, in cambio di somme di denaro, ad intervenire su alcune pratiche. Sei i casi emersi e sottoposti a giudizio. Tra questi un’automobilista – a rischio di ritiro di patente che viaggiava con un soggetto in possesso di una modica quantità di droga e che aveva un pregresso controllo in cui risultava positiva all’etilometro – che aveva corrisposto alla dipendente della Prefettura oltre 6000 euro; un professionista – che per agevolare l’ingresso di una cittadina ucraina, aveva corrisposto diecimila euro e numerose prestazioni odontoiatriche e infine una donna albanese, amica di un altro dipendente pubblico, che per cercare di essere agevolata nell’ingresso nel nostro Paese aveva versato mille euro al poliziotto su indicazione della dipendente della Prefettura.
La Corte dei Conti, su richiesta del legale dell’ex dipendente statale, ha rivisto al ribasso il danno del nesso sinallagmatico, che avviene quando le energie lavorative del dipendente vengono distratte dai suoi compiti istituzionali per essere destinate a condotte illecite di rilevanza penale. Poiché la donna aveva posto in essere condotte illecite dal gennaio 2009 all’ottobre 2016 era stata addossata una percentuale pari al 20% della retribuzione netta maturata (circa 26mila euro) che la Corte dei Conti ha ridotto a 13.196 euro. Stesso discorso per il danno tangente, il vantaggio goduto dai beneficiari per il danno alla pubblica ammistrazione che era stato calcolato in 42mila euro ed è stato ridotto a 32mila euro e infine il danno all’immagine della Prefettura da 30mila euro è stato ridotto a 20mila euro. —
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