Il Tirreno

Lucca

La nuova frontiera  

Terapia con anticorpi monoclonali curato un terzo paziente di 38 anni

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LUCCA. Terzo paziente curato con gli anticorpi monoclonali all’ospedale San Luca di Lucca. Si tratta di un giovane di 38 anni, positivo al coronavirus, intercettato in Pronto soccorso, come avvenuto anche per i primi due trattamenti, effettuati sabato 27 e lunedì 29 marzo a favore di una donna di 44 anni e di un ragazzo di 24. I monoclonali sono anticorpi creati in laboratorio che replicano l’attività degli anticorpi presenti nel plasma dei pazienti che si sono dimostrati particolarmente efficaci nella cura della malattia. Come anticipato nei giorni scorsi dal direttore delle Malattie infettive Sauro Luchi, da venerdì 26 marzo è disponibile alla farmacia del San Luca questa nuova opzione terapeutica.

Tutti i trattamenti finora eseguiti sono stati effettuati all’interno del Pronto soccorso diretto dalla dottoressa Fabiana Frosini, struttura in cui è più probabile che al momento vengano intercettati i pazienti con le caratteristiche giuste per la somministrazione della terapia. Si tratta in particolare di persone positive al Coronavirus ma in condizioni cliniche lievi o moderate (non hanno quindi necessità di essere ricoverati in ospedale) e che presentano alcuni specifici fattori di rischio.

Gli anticorpi monoclonali possono essere usati anche per persone giovani, come dimostra l’età dei pazienti curati fin qui: un 24enne, una 44enne e un 38enne.

«Si tratta di un’opportunità terapeutica in più – spiega la direttrice sanitaria dell’ospedale Michela Maielli – da mettere in atto in determinate condizioni, che i nostri professionisti hanno ben chiare. Oggi al San Luca disponiamo di entrambe le combinazioni di monoclonali in commercio e sono tutte e due affidabili. Vaccinazione e sviluppo di nuove terapie vanno quindi di pari passo e questo ci induce all’ottimismo. Vorrei evidenziare il grande lavoro di squadra che è stato portato avanti in questi giorni, in particolare da farmacia, Pronto soccorso e Malattie infettive. Il prossimo passo sarà quello di individuare le persone anche sul territorio, in collaborazione con i medici di medicina generale.

Si ricorda ancora che la somministrazione della terapia è indicata per persone con Covid ma in condizioni cliniche lievi o moderate (che non hanno quindi necessità di essere ricoverate in ospedale) e che presentano alcuni specifici fattori di rischio. Come nei casi precedenti, per l’esecuzione del trattamento hanno collaborato i settori della Farmacia, del Pronto soccorso e delle Malattie infettive. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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