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Misure anticrisi «Il Comune può fare di più»

Misure anticrisi «Il Comune può fare di più»

L’associazione di categoria  chiede di sospendere  i pagamenti di suolo pubblico  e tassa di soggiorno fino al prossimo 31 dicembre

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LUCCA. Bene le misure del Comune, ma non basta. È quanto emerge dall’analisi di Confcommercio dopo l’annuncio del nuovo piano di aiuti comunali alle imprese commerciali colpite dall’emergenza.

«Per quanto riguarda la proroga dei permessi gratuiti per l’accesso nella Ztl in centro storico per tutti gli imprenditori che devono fare consegne a domicilio – scrive l’associazione – si tratta di una misura già concessa dal Comune nei mesi scorsi su richiesta di Confcommercio. E per la quale la nostra associazione si era attivata alcune settimane fa, domandando una proroga all’amministrazione. La concessione della proroga ad aprile va dunque ad accogliere la nostra proposta, con la richiesta sin da ora da parte di Confcommercio di un suo ulteriore prolungamento nei mesi a venire, qualora le restrizioni continuassero».

«Sulla proroga della sospensione fino al 30 giugno del pagamento del suolo pubblico per i pubblici esercizi e della tassa di soggiorno per le strutture ricettive – prosegue Confcommercio – si tratta indubbiamente di due operazioni positive per le imprese di settore, ma al tempo stesso non sufficienti. Sin da ora la nostra associazione lancia la proposta al Comune di prevedere un prolungamento di entrambe le misure sino alla fine dell’anno, considerato oltretutto che saranno, questo almeno è l’auspicio di tutti, i mesi estivi quelli che potrebbero segnare un lento ritorno alla normalità, con la conseguente ripresa dei flussi turistici. Chiediamo insomma che imposta di soggiorno e suolo pubblico siano equiparati all’esenzione del pagamento del ticket per i bus turistici, già fissato dal Comune sino al 31 dicembre. Sulla Tari, pur comprendendo gli sforzi dell’amministrazione, dobbiamo ribadire come i nostri imprenditori non siano soddisfatti delle misure varate, che vengono giudicate non sufficienti a colmare i mesi in cui moltissime attività sono rimaste (e rimangono ancora oggi) chiuse o comunque al lavoro a scarto ridotto. I nostri imprenditori, lo ribadiamo, chiedono di pagare una tariffa calibrata sul quantitativo effettivo di rifiuti prodotti. Per questo invitiamo l’amministrazione a rivolgersi al governo per reperire i fondi necessari alla cancellazione o a un abbattimento ben più sostanzioso del tributo». —

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